EF, l'ente cheorganizza i corsi di lingua in giro per il mondo ha redatto un importantereport sul livello di competenza della lingua inglese nelle varie nazioni. Ilprogetto parte da un assunto ormai indiscutibile: l'anglofonia è la chiave per lavorare in Europa e nel mondo. Unvalore numerico, percentuale, che ha dato frutto a una vera e propriaclassifica, con tanto di promossi e bocciati.

L'Europa ne escetutto sommato bene ma lo stesso non si può dire, all'interno del Continente,dell'Italia. Le conclusioni, altermine di un report di una quarantina di pagine presente sul sito di EF, sottolineanol'importanza di investimenti, scolastici, culturali e imprenditoriali, per lacorretta diffusione dell'inglese.

Meglio le donne degli uomini e la fasciad'età che parla con maggior competenza l'inglese è quella tra i 25 e i 35 anni;ancora indietro sembrano le emergenti economie asiatiche, nonostante il buonlivello scolastico. Ottimi investimenti scolastici, ma ancora molta strada dafare anche per i paesi dell'Africa Mediterranea e del Medio Oriente.

I primi tregradi in cui è classificata la competenza linguistica (alto, buono e medio)comprendono le prime 25 nazioni inclassifica. I primi cinque in classifica, con valori dal 63 al 69 percento,sono occupati da Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Finlandia e Norvegia: i paesiScandinavi si confermano degli ottimi anglofoni. Il secondo livello, dallasesta alla tredicesima posizione sono occupati dai principali paesi dell'EuropaCentrale (Belgio, Austria, Germania), da alcuni grandi Stati dell'EuropaOrientale (Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca) e da due paesi asiatici,Singapore e Malesia.

Sull'Europa orientale forse incide l'apertura al turismo(Budapest, Praga e la Polonia sono mete affermate da anni), mentre sull'Asianon è da escludere il recente passato coloniale (per Singapore).

Passatocoloniale che è smentito, però, nella terza fascia, quella del livello medio dicompetenza, con valori dal 53 al 57%. Pur essendo l'inglese lingua ufficiale,India, Pakistan e Hong Kong sono in questo gruppo, rispettivamente 14esima,17esima e 25esima. Anche la neutrale Svizzera (che nell'immaginario accoglieinvestitori da tutto il mondo) non fa una bella figura: solo 15esima. In questogruppo emergono anche due colossi industriali asiatici come Giappone (22esimo)e Corea del Sud (21esimo) e i paesi dell'Europa Mediterranea come Spagna(18esima), Portogallo (19esimo), Francia (23esima) e Italia, con un pocoinvidiabile ventiquattresimo posto.

I risultati sonoelaborazioni di due anni di test eseguiti da chi si iscrive ai corsi EF. Questoreport prende in considerazione il periodo 2009-2011(più di un 1,6 milioni di test) facendo, nel calcolo del punteggio, una mediatra tutti i punteggi alle 60-70 domande. Test che sono però disponibili onlinee l'accesso o meno a internet ha, per forza di cose, inficiato i risultati.L'Italia, dunque, è ancora al livello medio (le altre nazioni, ai livelli"basso" e "molto basso" sono tutti delle aree Africa e America Latina). VedereSpagna e altri paesi Mediterranei in sua compagnia potrebbe far pensare a undeficit "culturale" (forse anche di cultura scolastica), ma il risultatopotrebbe essere considerato negativo se rapportato a quelli di altre nazioni direcente ingresso nell'Unione Europea come quelli dell'Est Europa.