Gli afecionados di Ryanair possono dormire sogni tranquilli: la compagnia aerea low cost rispetterà la nuova legge in materia di contributi sociali. È stato lo stesso amministratore delegato Michael O’Leary a rompere ogni indugio e a dichiarare che Ryanair non ha intenzione di abbandonare l’Italia, anzi. Sono previste nuove rotte e nuovi programmi perché il nostro paese ha sempre manifestato molto affetto nei confronti di questa compagnia aerea a basso prezzo: in Puglia i passeggeri sono stati addirittura 9 milioni.

È il Decreto Crescita 2.0 del Governo Monti che obbliga anche Ryanair a pagare tasse e contributi come tutte le altre imprese in Italia.

Le tasse per gli assunti nelle basi della compagnia aerea costeranno all’azienda circa 2 milioni di euro ma non accadrà, come in Spagna, una riduzione della presenza di Ryanair all’interno degli aeroporti italiani: le tasse aeroportuali a Madrid e a Valencia sono raddoppiate, mentre in altre basi spagnole sono state incrementate del 20%. Mentre altre compagnie aeree hanno chiuso, Michael O’Leary sottolinea che invece Ryanair ha tagliato solo qualche volo.

È stato chiesto anche un parere sulla compagnia aerea italiana, Alitalia: come si può salvare dal baratro? O’Leary non ha dubbi: l’unica cosa che può risollevare le sue sorti è una partnership con AirFrance, cosa che comporterà sicuramente una riduzione delle tratte nazionali ma che sarà necessaria per superare gli alti costi attuali. Questo, però, andrà a favore di Ryanair che potrà crescere ancora in Italia, creando nuove rotte, soprattutto nel Sud e nelle Isole.

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