Partono dalla Patagonia e costano ancora molti soldi. Si va dalle più accessibili che prevedono una navigazione con escursione sulla battigia artica di 7-10 giorni a quelle super lusso che non scendono mai al di sotto dei 6mila euro. Il fenomeno delle crociere artiche si è intensificato negli ultimi anni divenendo un enorme business per alcune compagnie navali che operano partenze oramai praticamente quotidiane verso l'Artico.



Lo Stretto di Drake che separa le acque della Patagonia da quelle artiche è un tratto di mare difficile, dove il più delle volte queste immense navi si ritrovano a dover affrontare onde più alte di dieci metri. Il continente Artico, ricoperto interamente dal ghiaccio per la maggior parte dell'anno è uno degli ultimi paradisi terrestri ancora incontaminati attualmente alle prese con quello che si configurava inizialmente come una sorta di turismo esplorativo, ma che adesso va sempre più prendendo la forma di un turismo che si avvia a divenire di massa, con tutti i rischi che questo comporterebbe.





La tutela e la pianificazione sono fondamentali in queste fasi. Dati i grandi introiti economici, il passaggio dal semplice sbarco sulla banchisa artica ad ammirare foche e pinguini alla costruzione di strutture ricettive potrebbe essere fin troppo breve. La nuova tendenza turistica che ogni anno richiama sempre più visitatori può valorizzare un ambiente come quello antartico incoraggiandone la conoscenza e la tutela, ma può anche porre le basi per dei danni irrimediabili. Un fenomeno dunque da seguire con grande attenzione ed interesse. #Tutela ambientale