I prezzi sono veramente 'astronomici': la Nasa, National Aeronautics and Space Administration, l'ente spaziale statunitense, apre al turismo stellare. Ieri, l'annuncio a sorpresa: a breve, sarà possibile andare nello spazio anche senza essere astronauti, in qualità di privati cittadini.

Dal 2020, infatti, la Stazione Spaziale Internazionale orbitante intorno alla Terra a 'soli' 450 chilometri d'altezza, sarà aperta ai visitatori, ma non c'è il rischio di un turismo di massa: vi accederà solo chi possa permettersi una spesa di 50 milioni di dollari per il viaggio, visto che per arrivarci non ci sono che costosissimi lanci spaziali attraverso capsule da trasporto, e di 35 mila dollari a notte per dormire nel primo 'albergo' aperto nell'universo.

II piano della 'Space Economy Usa', è stato presentato a Wall Strett, tempio della finanza newyorkese. L'obiettivo dell'operazione, è favorire la crescita di "un'economia spaziale molto robusta" per ammortizzare i costi dell'esplorazione spaziale in vista di obiettivi di lungo termine come mandare uomini sulla Luna e su Marte.

Albergo in orbita, vita spartana ma vista mozzafiato

Alloggi 'spartani' in ambienti angusti, bagni in comune e pasti liofilizzati, quindi medicinali, servizi di comunicazione con la Terra, ossigeno ed acqua: più che la descrizione di un luogo attrezzato per un soggiorno di lusso, sembrerebbe quella di un istituto di pena, o quasi.

E invece è la realtà dell'albergo orbitante, la stazione spaziale aperta a turisti estremamente facoltosi. I fortunati viaggiatori del cielo dovranno sborsare cifre stellari per abitare in ambienti modesti, in cambio però di una vista mozzafiato che non ha uguali. La Nasa ha preparato un vero e proprio tariffario che include tutte le voci di spesa: ad esempio, il conto elettrico, pagato a parte, prevede una tariffa di 42 dollari per kilowattora.

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Curiosità Scienza

La permanenza alla Stazione Spaziale durerà un mese: gli ospiti potranno fare riprese in vista di film o pubblicità con le quali, evidentemente, ripagarsi le spese. L'astronauta Christina Koch è stata testimonial dell'iniziativa in uno spot che la pubblicizza al pari di una crociera o di un soggiorno in una stazione balneare. La Stazione Spaziale Internazionale esiste da 20 anni e ha davanti a sé un altro decennio di vita.

Nata dalla collaborazione di diversi paesi per favorire la ricerca scientifica, ricade sotto la responsabilità dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, di quella europea ESA, della giapponese JAXA e della canadese CSA-ASC. La russa Roscosmos ha già organizzato qualche attività analoga in passato, per la Nasa, che avrà l'intera responsabilità delle attività commerciali, è invece un esordio. L'intento di quest'operazione è di favorire la commercializzazione della base spaziale in modo da ottenere ricavi da investire nella ricerca.

La Nasa non si comporterà da agenzia di viaggio, ma cercherà di incoraggiare aziende quali la Bigelow Aerospace del Nevada che ha già in programma quattro Viaggi per quattro passeggeri con le tecnologie della Space X di Elon Musk e della texana Axiom. Per il momento sono previste due missioni private l'anno.

I piani della Nasa non piacciono a Trump

Il vero obiettivo del piano presentato a Wall Street, è di ridurre le spese ed alleggerire il budget dell'agenzia spaziale americana che spende ogni anno tra i tre e i quattro miliardi di dollari per mantenere la base e organizzare le spedizioni dei suoi astronauti.

Queste nuove iniziative commerciali in orbita dovrebbero finanziare il ritorno di esser umani sulla Luna, o meglio della prima donna e di un uomo sul satellite entro il 2024, con il supporto di compagnie americane.

Al contempo, il grande progetto per il futuro è di realizzare un vero e proprio ecosistema di imprese orbitanti intorno alla Terra, in grado di promuovere un turismo spaziale che un po' alla volta diventi un'alternativa alle vacanze sul pianeta Terra. I progetti della Nasa hanno contrariato il presidente Donald Trump che li ha 'bocciati' via Twitter. La Nasa per Trump dovrebbe concentrarsi interamente sull'esplorazione di Marte "con tutti i soldi che stiamo spendendo", perché sulla Luna l'uomo c'è già stato.

E invece, tra il serio e il faceto, l'agenzia propone via Twitter agli appassionati dello spazio, di indicare la propria canzone da inserire in una playlist lunare, una sequenza di brani musicali da ascoltare in un ipotetico viaggio di tre giorni per raggiungere il satellite. Le canzoni scelte, verranno trasmesse sulla radio della Nasa, Third Rock Radio, il prossimo 13 e 14 luglio, in attesa del 20 luglio, giorno in cui si celebra un anniversario speciale, il cinquantenario della missione Apollo 11 quando gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin sbarcarono sulla Luna.

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