Inserito a pieno diritto nel circuito turistico dei “Borghi più belli d’Italia”, Santa Severina consente di viaggiare indietro nel tempo, tra chiese bizantine e un sovrastante castello normanno con una vista eccezionale. Si presenta come un idilliaco borghetto dell’entroterra Crotonese, nella Calabria più interna, dove la modernità ha stentato ad arrivare e non ha intaccato la suggestiva fusione di elementi di epoche passate. Nel corso dei secoli Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi hanno lasciato, con la loro unicità, un segno distintivo e permanente nel profilo di questo paese.

Il castello di Roberto Il Guiscardo di Santa Severina

La peculiare fisionomia del borgo è dovuta principalmente al castello che, svettante sulle case a 350 metri di altezza, è frutto di un’intrigante storia plurisecolare. Nel 1076 il duca normanno Roberto il Guiscardo fece erigere la fortezza del suo nuovo possedimento su quella preesistente di origine bizantina, della quale restano parte della necropoli e della chiesa. Divenuta una delle più possenti fortezze degli Angioini, passò, in epoca aragonese, nelle mani dello spietato generale Andrea Carafa, il quale, seguito dai suoi eredi, mise in atto notevoli interventi, tra cui la costruzione di una seconda cinta muraria. Altri nobili si succedettero nel possesso e nell’abbellimento del castello.

Dopo una fase di lento declino, il 23 maggio 1998 finirono i restauri che hanno reso finalmente fruibile il sito. Per una modica cifra si può godere di un lungo, vario e stimolante viaggio della durata di più di mille anni, oltre che di uno splendido panorama a 360° sulla valle del fiume Neto e, in lontananza, sullo Ionio.

Con un secondo biglietto è visitabile anche un piccolo Museo delle torture.

Santa Severina: il più antico battistero bizantino della Calabria

A Santa Severina si può ammirare, gratuitamente, qualcosa di unico: l’unico battistero bizantino conservato integralmente, il più antico monumento di epoca bizantina della Calabria (VII-VIII secolo).

Tale ambiente, austero e mistico, è addossato alla splendida cattedrale dedicata a Santa Anastasia. Nella costruzione, risalente al primo periodo angioino, ritroviamo ancora una volta tracce di periodi e di stili diversi, come il portale centrale di epoca bizantina, altra testimonianza di una persistenza dei riti greci dopo la conquista normanna. Attorno alla piazza principale si trovano strutture religiose preservate dalla rovina del tempo, tra le quali spicca la cappella bizantina di Santa Filomena, affacciata sulla valle. Nella luminosa piazza si trovano, oltre al castello e alla cattedrale, che la chiudono da un lato e dall’altro, il museo diocesano, un giardinetto dal quale potete avere un’anteprima del panorama che si può ammirare anche dal castello.

Allontanandosi dal centro storico si può visitare il normanno santuario mariano. Il solo svantaggio del borgo di Santa Severina è il suo isolamento, il che rende l’auto preferibile ai rarissimi autobus come mezzo utile per arrivare in questo storico paese della Calabria. Questo e la tardiva apertura del castello sono tra i principali motivi dell’ingiustificata mancanza di notorietà di cui soffre Santa Severina, che merita, invece, l’attenzione di qualunque viaggiatore ami gli impeti della storia e la serenità di uno splendido borgo dal quale si può ammirare un paesaggio incontaminato e senza confini.

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