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L’#Inps con un messaggio sul proprio portale ufficiale pubblicato ieri ha ricordato alle famiglie che percepiscono sussidi, bonus e tante prestazioni assistenziali che il prossimo 15 gennaio scade l’#isee. In pratica tutti i certificati emessi lo scorso anno e che hanno consentito alle famiglie di accedere alle svariate misure agevolate presenti nell’ordinamento, tra qualche giorno non saranno validi. Ciò potrebbe comportare ritardi nell’erogazione delle prestazioni o addirittura la perdita dei diritti per molte famiglie. La data di scadenza da qualche anno è diventata strutturale, cioè fissata sempre il 15 gennaio, pertanto i cittadini interessati sono tenuti quanto prima ad aggiornare tutto tramite la Dsu, la Dichiarazione Sostitutiva Unica, che è quella canonica per richiedere l’Isee.

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Ecco tutti i documenti necessari e, soprattutto, quali redditi sono da inserire nella dichiarazione, per quale anno fiscale di riferimento.

Tutto aggiornato al 31 dicembre 2017?

Con la riforma dell’Isee introdotta dall’ultimo Governo Renzi, gli adempimenti necessari a completare l’operazione di rilascio del certificato Isee sono aumentati. Anche se la Dsu è auto-certificativa, per richiedere l’Isee è necessario farsi rilasciare da banche, Poste e così via, i dati relativi al saldo ed alla giacenza media dei propri patrimoni mobiliari. Nessuno escluso perché per completare in maniera legale la richiesta dell’Isee è necessaria la giacenza media relativa all’anno 2017 dei conti correnti, libretti di risparmio e carte di credito di ultima generazione, quelle con l’Iban. Vanno prese in considerazione anche le carte di debito, come la famosa Carta Postepay di Poste Italiane.

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Necessari inoltre le copie dei buoni fruttiferi postali, anche intestati a figli minorenni ed anche se riscuotibili solo al compimento del 18° anno di età del minore. Il saldo di conti correnti, libretti ed altri strumenti di deposito bancario deve essere riferito al 31 dicembre 2017. Questo per quanto riguarda il patrimonio mobiliare, mentre, per quanto concerne gli immobili di proprietà della famiglia interessata alla Dsu, servono le visure catastali aggiornate, preferibilmente non più vecchie di 6 mesi in modo tale da avere un quadro più aggiornato possibile della situazione immobiliare del nucleo. Essendo una voce che va ad influire sull’Isee [VIDEO], necessario anche il contratto di fitto per le famiglie che eventualmente vivono in una casa non di proprietà. Anche le copie dei libretti delle auto (o moto) di proprietà di ciascun soggetto presente nello stato di famiglia sono strettamente necessarie.

Redditi

Oltre agli adempimenti relativi allo stato patrimoniale di una famiglia che va a richiedere l’Isee, l’altra componente decisiva è la situazione reddituale.

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Bisogna riportare i redditi percepiti da ciascun componente della famiglia. Se per i conti correnti o libretti l’anno di riferimento è quello precedente alla data in cui si va a compilare la Dsu (il 2017), per i redditi si torna indietro di due anni. In pratica per completare la Dsu occorrerà indicare i redditi del 2016, cioè quelli presenti nelle CU 2017 che sono state utilizzate magari per il 730/2017 o il modello PF 2017. Per quanto riguarda la composizione del nucleo familiare, questa deve essere quella presente nelle anagrafi dei comuni di residenza alla data di presentazione della Dsu. Aggiornare l’Isee come dicevamo in premessa è molto importante, non solo per coloro che vanno per la prima volta a richiedere determinate prestazioni. Tanto per fare un esempio, le famiglie che già percepiscono il bonus bebè per figli fino a 3 anni di età (da quest’anno il bonus è erogato solo per il primo anno di vita del bambino), il mancato aggiornamento dell’Isee porta l’Inps a sospendere il pagamento del bonus che verrebbe riattivato solo a nuovo Isee ottenuto. Al riguardo c’è da sapere che la sospensione viene revocata solo se si torna in regola [VIDEO]con l’Isee entro la fine del 2018, perché la reiterazione del ritardo in aggiornamento oltre l’anno solare, provoca la perdita del bonus. #bonus bebè