Troppi commenti entusiasti all’indomani dei risultati dei ballottaggi per le elezioni amministrative. Naturalmente la gioia da parte dei sostenitori del Movimento Cinque Stelle è ampiamente comprensibile. La conquista della Capitale con Virginia Raggi, prima sindaca di Roma, veste il Movimento di Grillo di grandi responsabilità. Ormai i grillini sono sulla scena politica già da qualche anno, per cui ritengo che non si possa più parlare di semplice voto di protesta. La vittoria anche a Torino con Appendino, dove esce sconfitto il sindaco uscente Fassino, forse uno degli esponenti più equilibrati e obiettivi del PD, completa la magnifica festa dei 5 stelle e conferma che in casa PD le cose non vanno poi così bene come il premier Renzi vuol far credere.

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Il Partito Democratico esce da questa tornata elettorale sonoramente bastonato e se, giustamente è corretto affermare che non si può parlare di voto politico sul Governo perché si tratta di elezioni comunali e non riguardavano tutto il territorio italiano, è altrettanto onesto ammettere che la gente ha espresso la voglia di cambiare pagina e quindi la propria insoddisfazione su come stanno andando le cose in Italia.

Il dato più significativo è rappresentato dalla scarsa affluenza alle urne: il fatto che la metà degli aventi diritto abbia deciso di non andare a votare è gravissimo e sottolinea la discrepanza tra il governo e il Paese reale.

Insomma, in molti stamani hanno dichiarato con aria trionfante che la politica è cambiata. Io, molto più sommessamente direi che la politica è malata e stiamo vivendo nel Paese una fase critica.

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Il sistema bipolare sembra essersi sfaldato

Da una parte il centro destra è da rifondare e cerca ancora un degno sostituto che riempi il vuoto lasciato da Berlusconi, capace di catalizzare attenzioni, entusiasmo e voti come in passato ha fatto il Cavaliere.

Dall’altro, il centro sinistra non presenta certo uno stato di salute ottimale: per ora sta governando con una maggioranza rabberciata e formata da esponenti politici come Alfano e Verdini che la gente aveva eletto per sostenere il centro destra. In più, il PD, partito di maggioranza, nonostante la spavalderia di Renzi, è lacerato da contrasti interni ma, cosa ancora più grave, sembra aver perso il contatto con la gente. Una larga fetta dell’elettorato si sente tradita e delusa e potrebbe decidere di orientare il proprio voto altrove.

Grazie a questo vuoto creato dai due poli, il Movimento Cinque Stelle è riuscito ad approfittarne raccogliendo i voti di protesta, di chi è rimasto deluso, di chi vuole cambiare ma anche di una gran parte di giovani che da poco partecipa alla politica o si affaccia per la prima volta e si vede meglio rappresentata dall’animo battagliero e fresco dei candidati grillini.

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Adesso Raggi, Appendino e compagni dovranno misurarsi con le difficoltà quotidiane dell’amministrare la Cosa Pubblica e dimostrare con i fatti di valere molto più dei loro avversari passando dalle polemiche e dalle critiche alle decisioni e alle azioni. Tutto questo sullo sfondo di una riforma costituzionale approvata in Parlamento, dalle forze politiche che appoggiano il governo, tra roventi polemiche.

La battaglia si sposta adesso sul referendum confermativo di ottobre. E sarà una battaglia decisiva tra chi ritiene che il Paese si possa cambiare in meglio con il sì alla riforma e chi vuole votare no per evitare derive autoritarie e ferite profonde alla democrazia.

Vedremo come andrà a finire, l’auspicio è che la grande malata, la Politica del Bel Paese, possa ristabilirsi presto magari sorretta nuovamente da tutti gli Italiani che in questi ultimi anni hanno deciso di astenersi rinunciando al loro diritto dovere di voto. #Matteo Renzi #Politica Roma #Elezioni Amministrative