È Monica Maggioni l’ultima tessera del puzzle Rai. L’assemblea degli azionisti di Viale Mazzini ha avallato il suo nome con 29 voti favorevoli, prima di incassare il via libera all’unanimità dal CdA fresco di nomina. Ampio il consenso raggiunto per il nuovo presidente che succede ad Anna Maria Tarantola. Il profilo della Maggioni, seppur apprezzato nel mondo dell’informazione, ha avuto il merito di mettere d’accordo Partito Democratico e Forza Italia. La proposta avanzata da Renzi è stata accolta da Berlusconi come un’apertura non da poco. L’intesa raggiunta ha riproposto il sodalizio del Patto del Nazareno accantonato, forse soltanto pubblicamente, all’indomani dell’elezione di Mattarella a presidente della Repubblica.

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Proprio il metodo collaudato che ha portato Monica Maggioni sulla poltrona più importante della Rai, ha riacceso lo scontro politico tra vecchi e nuovi detrattori del governo Renzi.

Il meglio in prima linea

Una carriera intensa costellata da importanti servizi nella redazione Esteri della Rai. La Maggioni ha saputo dare il meglio oltre confine, raccontando ai telespettatori italiani le storie e le cronache degli altri mondi. Il suo ruolo di corrispondente l’ha portata all’interno di scenari bollenti quali il Sud Africa e Israele, prima di essere designata per seguire le elezioni presidenziali USA. Una vicinanza, quella con la politica a stelle e strisce, che le è valso il ruolo di giornalista embedded nel corso della seconda Guerra del Golfo in Iraq. Il neo presidente Rai è stata dunque l’unica cronista autorizzata a raccontare la fasi convulse al seguito delle truppe americane.

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Un’esclusiva premiata con la nomina a “Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana” per “l’impegno civile come giornalista inviata in Iraq durante il conflitto”. Dopo un’altra parentesi da inviata per l’elezione di Obama, il rientro in Italia, culminato con la direzione di Rai News.

Il Patto del Nazareno sulla Rai

Fuori i partiti dalla Tv di Stato”. #Matteo Renzi ha rilanciato più volte l’esigenza di una riforma della Rai per porre fine ai meccanismi che la controllano. Eppure i nuovi vertici dell’azienda (dal CdA ai nomi del presidente e del dg Campo Dell’Orto) sono stati eletti con lo stesso sistema di lottizzazione di sempre. “Il dl di riforma della Rai è bloccato in Parlamento in una palude di emendamenti - ha osservato il premier - quindi le nomine sono frutto della legge Gasparri ancora in vigore”. Renzi però ha difeso a tutto tondo le personalità designate dai partiti: “Non si tratta di astrofisici ma di esperti di comunicazione e tutte le forze politiche hanno scelto uomini di spessore”.

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A esultare è l’establishment berlusconiano che ha rivendicato il suo peso nella partita della spartizione: “Abbiamo guadagnato due consiglieri e dato il via libera al presidente”. Messaggi filtrati che fanno il paio con una certezza: “Il Patto del Nazareno non è mai morto”.

Il malcontento è all’opposizione

“Il governo e la maggioranza, attraverso la legge Gasparri e l’ennesimo giro di Nazareno, procedono a nominare un CdA della Rai palesemente inadeguato per professionalità e per indipendenza”. È il commento di Pippo Civati, Sergio Cofferati, Stefano Fassina, Nicola Fratoianni e Arturo Scotto, esponenti della nuova Sinistra parlamentare che sta affilando le armi in vista delle prossime elezioni. Durissimo Corradino Mineo, ex direttore di RaiNews ed esponente della minoranza PD: “Anch’io dovrei esserle grato (alla Maggioni ndr) perché ha ripagato, con mezzi che neppure sognavano, fiumi di promozioni e gratifiche, i miei ex colleghi, per anni tenuti a dieta perché non mi sfiduciavano”. Netto è il giudizio dei Cinquestelle con Carlo Sibilia: “No alla Maggioni, non può garantire indipendenza e lontananza dai conflitti d’interesse”. Sul nome del nuovo presidente l’affondo di Matteo Salvini: “L’anno scorso ha partecipato alla riunione del gruppo Bilderberg con Mario Monti... Bella roba, vero?”. #M5S #Canone Rai