Finalmente il Miur ha avuto il via per potere erogare ai supplenti 35 milioni di euro complessivi di arretrarti. Il pagamento è ritardato a causa di problemi legati alla burocrazia ed a causa di carenza di fondi. I #precari sono i docenti in attesa, oltre ad essere senza ruolo effettivo, hanno dovuto aspettare diverso tempo per vedersi liquidato quanto li spetta: come si suol dire "oltre il danno la beffa". Nel mentre #Matteo Renzi invia una lettera a tutti i professori neo assunti, nella quale dichiara che l'istruzione è il fulcro di ogni cosa e che gli insegnanti svolgono un ruolo ancora più importante del suo. Il Premier attesta: basta precariato.

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Il Miur paga gli arretrati

Migliaia sono i docenti che dal mese di settembre hanno lavorato, in qualità di supplenti precari, senza essere pagati. Finalmente, domani 13 novembre, essi verranno liquidati di quanto li spetta. Il problema però non ha trovato una vera e propria soluzione: gli arretrati liquidati saranno inerenti solo alle mensilità di settembre ed ottobre. Per novembre e dicembre i fondi ci saranno? Tale interrogativo fa inasprire le polemiche. A monte ci sono carenze di fondi e problematiche burocratiche: il Sidi (sistema informatico delle scuole) presenta numerose disfunzioni. In merito alle polemiche sorte, Il #Miur asserisce che ha già contatto il Tesoro per potere erogare le somme che spetteranno per le mensilità di novembre e dicembre. 

Matteo Renzi scrive ai docenti e dice basta precariato

Il Premier Matteo Renzi ha scritto una lettera ai docenti neo-assunti: in essa egli elogia il loro operato, definendo tale professione più importante della sua ed afferma che finalmente per loro è finita l'odiosa fase del precariato.

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Grazie alla Buona Scuola, afferma Renzi, i fondi per l'istruzione sono aumentati ed i posti di lavoro sono stati, conseguentemente, in numero maggiore al fine di garantire un'istruzione migliore a bambini e ragazzi: vero futuro di questo paese. Renzi asserisce di avere creduto fortemente nel progetto della Buona Scuola, a dispetto delle numerose critiche avute e si dice soddisfatto dei risultati ottenuti. Infine, aggiunge che è finito il tempo del precariato, ma che è iniziato quella della felicità.