Le monarchie del Golfo persico, Arabia Saudita, Bahrein, Emirati, Oman, Qatar, Kuwait hanno dichiarato il movimento sciita libanese Hezbollah un "gruppo terroristico", accusandolo di "azioni ostili" non meglio identificate (ma tutti sanno che la questione inerisce alla crisi in Siria). La riunione che ha portato a questa scelta si è tenuta in Tunisia, dove si è dato appuntamento il Consiglio di  cooperazione del Golfo. E proprio in Tunisia si sono registrate le reazioni tra le più aspre per questa decisione, che pare tra l'altro aver visto il coinvolgimento diretto anche del Governo tunisino, il quale peraltro non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale. 

Tra gli "indignati", personaggi di primo livello della società tunisina, come ad esempio l'ex candidato alla presidenza Kalthoum Kennou, che ha invitato i partiti politici, le organizzazioni della società civile e i cittadini tutti a manifestare contro tale decisione presa sul suolo della Tunisia.

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 Anche il deputato del blocco Al Horra, Shabi Ben Fedi, ha considerato la partecipazione della Tunisia a questa decisione contro Hezbollah come un insulto al popolo tunisino. Infine l'intellettuale Olfa Youssef ha dichiarato: "Se Hezbollah è terrorista, allora io porterò con orgoglio il vessillo del #terrorismo!"

Si può ben capire, dunque, che decisioni che sembrano riguardare solo ed esclusivamente il Medio Oriente possono avere serie ripercussioni anche nel Maghreb, apportando elementi destabilizzanti in una regione che si regge su fragili equilibri. D'altra parte la Tunisia non sembra, in questo momento, poter fare a meno dell'appoggio finanziario delle monarchie arabe del Golfo, desiderose di non appoggiare più l'esercito libanese. In Libano, intanto, come riportato da Euronews, il leader sunnita Saad Al-Hariri butta acqua sul fuoco, parlando della necessità di dialogare con Hezbollah, piuttosto che fargli la guerra. Su questa linea di pensiero anche l'analista George Alam (sempre citato da Euronews), che ha dichiarato che il Governo libanese del Premier Salam, che si regge sull'accordo con Hezbollah, rischia di rimanere isolato.

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