Alta tensione in Libia dopo che il premier designato Fayyez al Serraj e i membri del Consiglio di presidenza del governo di unità nazionale sono arrivati a Tripoli. Lo hanno fatto via mare, a bordo di due imbarcazioni partite da Tunisi. L’esecutivo, nato con l'appoggio dell'Onu, userà la base navale di Abusetta come quartier generale temporaneo in attesa che sia garantita la sicurezza in un'altra sede a Tripoli. Ma le fazioni islamiste locali fedeli a Khalifa Ghwell hanno dato vita a scontri con i sostenitori di Serraj e si teme da un momento all’altro un’escalation di violenza.

Il governo islamista boicotta Serraj

Secondo fonti locali, l'arrivo via mare del governo sostenuto dall’Onu è stato deciso dopo un fallito tentativo di raggiungere Tripoli per via aerea all'aeroporto di Mitiga, dove sono state sentite diverse esplosioni provenienti dai colpi di artiglieria sparati dalle milizie legate al governo islamista di Ghwell, non riconosciuto dalle Nazioni Unite e contrario a cedere il potere.

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Smentita la partecipazione di forze straniere

Il governo di unità nazionale libico, secondo Al Arabiya, sarebbe arrivato a Tripoli a bordo di un’imbarcazione italiana. Ma il colonnello Abdel Rahman al Tawil, capo della commissione sicurezza del Consiglio di presidenza, ha assicurato che "nessuna forza straniera ha partecipato all'operazione di rientro a Tripoli dei membri dell'esecutivo". Nel caos libico ad oggi sono quindi presenti tre gruppi governativi: due con sede a Tobruk e Tripoli, non riconosciuti ufficialmente dall'Onu, più il governo guidato da Serraj che ha invece il sostegno delle Nazioni Unite. #Esteri