Quello che finora ha visto un parziale fallimento della politica potrebbe riuscire sul campo. La lotta al comune nemico potrebbe unire gli attuali due governi esistenti in Libia, quello di Tobruk riconosciuto dall'Onu e quello di Tripoli, guidato da una coalizione islamica che comprende anche i Fratelli Musulmani. La situazione dell'Isis in Libia non è molto diversa da quella in Siria ed è di estrema difficoltà. Anche qui i jihadisti si trovano attaccati su più fronti.

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L'esercito di Tobruk, guidato dal generale Khalifa Haftar e rinforzato da almeno 200 soldati delle forze speciali francesi, ha costretto gli islamisti ad indietreggiare e perdere posizioni a Bengasi mentre le truppe di Tripoli hanno respinto il contrattacco degli uomini fedeli al Califfato a Sabrata, dove peraltro l'Isis potrebbe subire nuovi attacchi aerei statunitensi.

Gli eserciti avanzano ma la politica è in stallo

Fonti vicine al governo di Tripoli parlando di "distensione".

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La tensione è gradatamente scemata dopo gli accordi internazionali sottoscritti in Marocco lo scorso dicembre, ora a Tripoli sembrano propensi ad accettare un governo di unità nazionale sotto la guida di Fayez al-Serraj. Il problema principale del governo di Tobruk, pertanto, resta il governo di Tobruk. In parlamento infatti la Camera non riesce a raggiungere il numero legale per votare il nuovo governo. Sono necessari i due terzi dei deputati, in totale 188.

Quelli dichiaratamente favorevoli al governo al-Serraj sono attualmente 101. La verità è che questo parlamento libico filo-occidentale sembra davvero "occidentale", nel bene e nel male.

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