Domenica 19 giugno fra i ballottaggi più interessanti che si terranno in giro per l'Italia vi è quello di Sesto Fiorentino, popoloso comune di 49.000 abitanti alle porte di Firenze. Infatti, in modo inedito rispetto a quanto accade nel resto d'Italia, la sfida sarà fra un candidato del Partito Democratico e uno che si colloca decisamente alla sua sinistra

Risultati del primo turno

Al primo turno il 5 giugno infatti nella cittadina fiorentina è risultato in vantaggio Lorenzo Zambini, appoggiato dal #Pd e da due liste civiche, con il 32,5% mentre alle sue spalle è arrivato Lorenzo Falchi, appoggiato da Sinistra Italiana e da una lista civica, con il 27,4%.

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Il vantaggio del candidato renziano è insomma di soli 5 punti percentuali, pari a 1200 voti assoluti. Come si sa al ballottaggio si riparte sempre dallo "zero a zero" e subentrano sempre nuovi elementi. In particolare il candidato della sinistra Falchi potrà godere anche di gran parte dei voti che al primo turno erano andati alla coalizione arrivata terza, ovvero quella formata dalla civica Sesto Bene Comune e dalla lista PRC-Possibile-Alternativa Libera, che appoggiavano come candidato Maurizio Quercioli, il quale ha ottenuto il 19,2%. Un appoggio che sarà solo di tipo politico, senza che sia stata formalizzata alcuna alleanza e tanto meno un apparentamento, ma che sicuramente aiuterà Falchi ad attrarre molti elettori di sinistra che, come lui, si oppongono alle scelte del PD in particolare sulla scelta di aprire un inceneritore e di raddoppiare la pista del vicino aeroporto di Peretola.

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Zambini non sembra favorito

Va aggiunto che il candidato del PD sulla carta difficilmente potrà attrarre i voti che al primo turno erano andati ai candidati arrivati rispettivamente quarto e quinto, stiamo parlando di Maria Tauriello, appoggiata da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia che si è fermata al 10,8% e di Pietro Cavallo del Movimento Cinque Stelle che ha avuto il 10%. Insomma, nonostante il lieve vantaggio maturato al primo turno, il candidato del PD Zambini non appare favorito. Anche perché nella mente degli abitanti di Sesto Fiorentino vi sono ancora le immagini della clamorosa rottura dentro il Partito Democratico arrivata meno di un anno fa, che aveva portato al commissariamento del comune. Nel luglio 2015 infatti, dopo soli 14 mesi dalle precedenti elezioni, il sindaco del PD Sara Biagiotti era stata sfiduciata con il voto determinante di parte del suo stesso partito. Un evento locale che ha rappresentato un dolore anche per il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

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Ricordiamo infatti che nella campagna nazionale per le Primarie del 2012 la Biagiotti era, assieme al futuro ministro Maria Elena Boschi e al futuro europarlamentare Simona Bonafè, nel "trio magico" di donne che organizzarono la campagna in giro per l'Italia del futuro Premier. Insomma un'eventuale sconfitta il 19 giugno del PD a Sesto Fiorentino avrebbe, nel suo piccolo, ripercussioni anche nazionali dal momento che si tratta di un comune confinante con Firenze e avere un sindaco "non renziano" a pochi chilometri da casa non sarebbe certo il massimo per il Premier e per chi lo circonda. Non tanto sul piano simbolico, ma anche guardando alle politiche concrete: infatti in caso di vittoria di Falchi aumenterebbero le difficoltà per la realizzazione di aeroporto e inceneritore, due degli obiettivi ritenuti strategici da parte del PD toscano.

Viceversa a sinistra, malgrado sia saltata la possibilità di apparentamento fra Falchi e Quercioli, l'eventuale vittoria del candidato di "Sinistra Italiana" renderebbe il comune toscano un osservatorio privilegiato per tutti coloro che vogliono ricostruire una sinistra alternativa di dimensioni credibili. E a tal proposito qualcuno ricorda che Sesto Fiorentino fu uno dei primi comuni toscani ad avere, già nel 1899 un sindaco socialista, Pilade Biondi, in un Italia in cui i liberali avevano ancora il pieno dominio delle istituzioni. Che la storia si possa ripetere? #Matteo Renzi #Elezioni Amministrative