In occasione della quarta e ultima serata della festa organizzata da #sinistra Italiana a Livorno, nel corso di un dibattito assieme all'europarlamentare Curzio Maltese, è intervenuto il deputato Stefano Fassina che si è soffermato sui temi riguardanti l'Europa, il #referendum costituzionale, il percorso fondativo di Sinistra Italiana e la possibile unità del centrosinistra. Ecco le sue parole.

"La sinistra non può avere dubbi sulle ragioni del No al referendum"

Sui temi europei Fassina ha detto: "L'atteggiamento di Renzi è servile nei confronti dell'Europa. Non ci sono le condizioni politiche per un piano A, ovvero il sogno europeo che tutti noi speravamo si potesse realizzare e quindi ad oggi c'è la necessità di un piano B che con metodo cooperativo che cambi gli equilibri dell'Eurozona." aggiungendo l'importanza di lavorare assieme a chi in Europa prova a contrastare l'austerità come Melenchon e Varoufakis.

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Poi è passato sui temi di politica interna ed ha detto: "Sul referendum Sinistra Italiana deve avere una posizione unitaria. Può esserci solo un modo per mantenere saldo il livello democratico, serve un No in difesa della democrazia; sotto questo punto di vista Sinistra Italiana non può avere dubbi, la campagna referendaria sarà fondamentale e per questo dovremo partecipare in massa alla manifestazione del 1° ottobre a Firenze. Un partito non si costruisce sull'antirenzismo. Dobbiamo condividere un'idea di partito e di contenuti. Il nostro compito è quello di respingere gli interventi che restringono gli spazi di partecipazione democratica, come il fatto che i cittadini non scelgono più i senatori, che si indeboliscono le funzioni di garanzia del Senato e che vi è la moltiplicazione e più farraginosità delle procedure legislative previste."

"Il centrosinistra è morto"

Fassina poi non ha lesinato critiche all'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia e propone la sua idea di sinistra: "A mio avviso sono preoccupanti le posizioni di Pisapia. E mi preoccupo anche pensando alla fase costituente di Sinistra Italiana di cui Giuliano Pisapia è considerato partecipe, almeno "con il cuore", come lui stesso ha detto a Pescara alla Festa Nazionale di SI. Come già emerso alle elezioni amministrative dello scorso giugno, Sinistra Italiana continua a esprimere un profilo contraddittorio e ambiguo, tra autonomia e subalternità al #Pd, senza definire le sue ragioni fondative. Lavorare per l'unità della sinistra è giusto ma non a qualsiasi costo, rimettere insieme i cocci dopo 20 anni non è automaticamente garanzia per riuscire a fare breccia in chi non ascolta più. Servono contenuti chiari e non equivoci. In quello che fu il centrosinistra, vi sono ormai posizioni opposte su tutti i punti cardine: dal lavoro alla scuola, dalle tasse, alle trivelle fino alla Sanità. Il punto oggi quindi non è mettere d'accordo un ceto politico che ha paura di perdere il posto. Il problema invece è quello di riconquistare il nostro popolo, quel popolo delle periferie che ovunque ha rotto ogni legame con il centrosinistra. Esso è stato archiviato dagli elettori perché contraddistinto, ovunque, in Europa e oltreoceano, da un impianto culturale liberista che peraltro ormai ha dimostrato di essere fallimentare. Vorrei quindi dire a Pisapia che il centrosinistra è morto. Dobbiamo ricominciare daccapo. Serve un confronto di merito che sia serio e senza politicismi, coinvolgendo chi vuole davvero costruire una forza di governo capace di rispondere al popolo delle periferie."