Tra le proposte aumento della spesa sociale, reddito di dignità, diritto allo studio, ambiente, economia civile, accoglienza diffusa È nata la Rete dei Numeri Pari, movimento nazionale fondato con l’obiettivo di riunire e coordinare le organizzazioni sociali impegnate nella lotta alla povertà e alle disuguaglianze. Promossa da Libera, Gruppo Abele, CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) e Rete della Conoscenza, la Rete dei Numeri Pari – il cui nome vuole richiama all’equità sociale ­– sta raccogliendo le adesioni di numerosi soggetti. Tra questi cooperative, associazioni, sindacati studenteschi, spazi autogestiti, ma anche comitati di quartiere, parrocchie e singoli cittadini.

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Le proposte di intervento sono molte, in favore della difesa dei beni comuni, dell’inclusione e della mobilità sociale. Come si legge nel documento base, le organizzazioni si impegnano ad “affermare elementi di discontinuità nell’approccio alle politiche sociali”: tra l’adeguamento del Fondo Nazionale Sociale per garantire i livelli essenziali di assistenza, maggiori investimenti sull’infanzia, una legge più equa sul diritto allo studio, l’istituzione del reddito di dignità, l’esclusione della spesa sociale dal Patto di Stabilità. Tra i punti trattati anche la questione ambientale, lo sviluppo di forme di economia civile e solidale, ma anche ##immigrazione: sull’argomento i promotori indicano la necessità di puntare sull’accoglienza diffusa e sul sistema SPRAR (Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), metodi per evitare dinamiche assistenziali e non di reale integrazione.

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L’azione del movimento si articola su due fronti paralleli: quello locale e quello nazionale. I soggetti aderenti all’iniziativa, infatti, portano avanti le tematiche e le vertenze nei propri territori, condividendo gli intenti definiti nel documento base.

Don Luigi Ciotti: "Unire le forze e alzare la voce per non essere complici della crisi. Necessaria azione etica, culturale e politica"

“Dobbiamo unire le nostre forze per un’azione etica, culturale e politica. Abbiamo il dovere di alzare la voce quando in molti scelgono un prudente silenzio. Oggi più che mai ci vogliono tanto coraggio e tanta umiltà” ha detto Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e Gruppo Abele, alla conferenza stampa di presentazione “Dobbiamo alzare la voce, per fare fronte alla ##Crisi economica e occupazionale, e per non esserne complici”.

Giuseppe De Marzo, referente della campagna Miseria Ladra promossa da Libera, commenta la nascita del movimento: “Vogliamo riunire le realtà capaci di dare una risposta alla crisi. Non siamo una nuova struttura, ma nasciamo per coordinare le organizzazioni che esistono già, provando a costruire una visione di insieme”.