Tra il 25 e il 31 gennaio l'ex presidente del Consiglio dei ministri, Massimo D'Alema, ha visitato il Messico, come presidente della Feps (Fondazione europea di studi progressisti). Del resto la Nazione ispanoamericana non è solo teatro di una cruenta guerra al narcotraffico e della caccia ai capi dei cartelli: rappresenta la quattordicesima economia mondiale, e bene fa il Governo italiano a promuovere il più possibile i reciproci rapporti commerciali.

L'esponente del Partito democratico è stato invitato per partecipare, nella capitale Città del Messico, al II Incontro internazionale della sinistra democratica: nell'occasione ha tenuto, in castigliano, una lectio magistralis, dal titolo «Diseguaglianze, sfida mondiale».

Accompagnato da Donato Di Santo- coordinatore delle Conferenze Italia - America latina, e sottosegretario di Stato agli Affari esteri con delega per i Paesi dell’America latina nel Governo Prodi II - nel corso dell'evento internazionale, ha incontrato Luis Almagro, il segretario generale dell'Organizzazione degli Stati americani (Osa), e Jesús Zambrano Grijalva, che presiede la Camera dei deputati del Paese latinoamericano.

Èpoi superfluo aggiungere che alla conferenza ha partecipato anche l’ambasciatore italiano, Alessandro Busacca, che ha offerto una colazione in onore dell'ex Premier.

D'Alema, i contenuti dell'intervento

La prolusione di D'Alema, dopo una premessa di tipo storico, dipinge il quadro delle diseguaglianze. Basandosi sui dati offerti dal calcolo del coefficiente di Gini, riconosce in primis i «miglioramenti sostanziali, con riduzione nella disparità dei redditi in Cile, in Argentina, in Brasile ed anche in Messico – se paragonati agli anni ’80.

In Brasile i risultati delle politiche pubbliche volte a combattere la povertà e a ridurre gli squilibri sono stati notevoli». E tuttavia la visione dalemiana è, in estrema sintesi, pessimistica, poiché il nostro è «un mondo profondamente diseguale nel quale sembrano non funzionare più i meccanismi di redistribuzione e di riequilibrio».

Il dramma della criminalità

L'ex capo del Governo non trascura - e non potrebbe essere altrimenti - la questione della violenza, e il suo rapporto con l'ingiusta ripartizione dei redditi.

«La diseguaglianza», prosegue D'Alema, «genera ansia, rancore, disgrega i vincoli comunitari e favorisce la criminalità che, come voi ben sapete, può diventare in taluni paesi l’unica via di promozione sociale e di facile accesso al reddito». Il Messico dei 26mila desaparecidos non ha ancora dimenticato la tristevicenda dei quarantuno studenti della Escuela normal rural de Ayotzinapa; di cui - dopo uno scontro con la Polizia locale - si sono perse le tracce nel settembre 2014.

In attesa del Papa, sbarca Don Ciotti

Il Messico è in attesa della visita di Francesco, che vi soggiornerà tra il 12 e il 17 febbraio. Il Papa visiterà quattro Stati federati, oltre al Distretto federale, e officerà cinque messe. Non è sinora previsto ufficialmente un incontro con i genitori di quegli studenti desaparecidos - aspetto che ha indignato la pubblica opinione - ma dovrebbero comunque essere ricevuti insieme a altri gruppi «vulnerabili», tra cui le vittime di violenza.

Alcuni media italiani - pochi, per il vero - hanno comunque seguito la visita messicana di Don Luigi Ciotti, e il suo incontro con i genitori di Gisela Mota Ocampo: la sindaca di Temixco - nello Stato di Morelos - uccisa dai narco, il 2 gennaio.

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