Innovazione tecnologica anche nell'anagrafe e nell'emissione di documenti è cosa buona e giusta, ma a condizione che la macchina burocratica sia pronta. A Roma il via libera per la carta di identità elettronica o Cie, doveva essere per il 19 settembre. Nulla di fatto. Solo il VII Municipio offre il nuovo documento: aveva già iniziato a farlo come municipio pilota. Gli altri distretti territoriali potrebbero iniziare il 28 settembre, ma solo in qualche caso e se tutto funzionerà.

C'è grande confusione nella gestione di questa innovazione, manca la preparazione: problemi anche tecnici tanto che per il 22 settembre 2016 i sindacati di base hanno indetto un'assemblea per il personale degli uffici anagrafici e degli uffici economato di Roma Capitale nella sala del Carroccio (dalle ore 15,42 alle 18,42).

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Ricco l'ordine del giorno:

  • caos organizzativo per il rilascio della carta di identità elettronica per mancanza di personale diviso su due turni con apertura al pubblico ininterrotta dalle 8 alle 18,30;
  • ulteriore aggravio di responsabilità e carico di lavoro con l'aumento della vendita e gestione valori bollati e impossibile controllo di cassa avendo continui contatti col pubblico, in mancanza totale di sicurezza;
  • chiusura degli sportelli bancari dal 31 ottobre;
  • possibili attribuzioni di cassa e nuove competenze al personale degli uffici economati e di tutti gli sportelli a contatto con il pubblico;
  • azioni di contrasto (anche legale) e mobilitazioni per fermare ogni ipotesi di aggravio di carichi di lavoro e attribuzione di nuove responsabilità senza il pieno riconoscimento degli aspetti economici e di tutti i diritti professionali corrispondenti;
  • Rinnovo del Ccnl e nuovo contratto decentrato.

La situazione vissuta da chi sta in ufficio

«Non abbiamo contratti da bancari né del tipo delle Poste – dice Mary Garau, sindacalista nei servizi anagrafici del IX Municipio – eppure dobbiamo gestire valori con grandissime responsabilità e situazioni non sicure.

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A fine ottobre poi chiuderanno gli sportelli bancari interni alle strutture comunali. Immaginarsi a ricevere pagamenti e maneggiare valori bollati in zone critiche della città».

«Sulla carta di identità elettronica, a parte il ritardo nel fornire gli apparati per farla – continua la Garau – quando questi sono arrivati, mancava per esempio l'allaccio alla rete Lan. L'amministrazione centrale prevede di mantenere uno sportello per il documento cartaceo e di dedicare gli altri a quello elettronico, ma non ci sono i numeri. Esempio: in IX Municipio hanno fornito quattro apparati per la sede centrale e due per una sede distaccata, pochissimi rispetto alla mole di carte d'identità che vengono istruite e rilasciate giornalmente. Un gigantesco comune come questo non può essere gestito come fosse una piccola cittadina».

Sono già partite le richieste di sospendere l'inizio del servizio aspettando che sia data la formazione giusta al personale e che gli apparati siano tutti funzionanti e connessi. 

Carte di identità elettroniche-fantasma

Nel sito del Comune di Roma, nella sezione “Rilascio carte d'identità" c'è ancora scritto che “La carta d’identità rilasciata dal Comune di Roma è solo cartacea, salvo che nel Municipio Roma VII - ex IX, dove è possibile ottenere anche la carta d’identità elettronica, ma solo se si è residenti nel territorio di Roma”. Non si fa menzione di nessun altro municipio.

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Attraverso il sito web del ministero dell'Interno, nella parte dedicata alla carta di identità elettronica, cliccando su “Prenotati” ci si può appunto prenotare (dopo essersi registrati) per presentarsi, fornire foto e gli elementi necessari dando forma al documento. Scegliendo “Roma” alla voce “disponibilità” delle sedi in cui andare, viene fuori che nessuna sede è disponibile e nessuna ha attivato il servizio: la tabella con l'indicazione degli uffici resta vuota di indirizzi. Alla lista delle sedi disponibili per il servizio, tutti hanno la spunta rossa, non sono operative. #Carta d'identità elettronica