“Eppur si muove”: sono le celebri parole che, secondo lo scrittore Giuseppe Baretti, avrebbe pronunciato Galileo Galilei all’uscita del Tribunale dell’Inquisizione che lo aveva appena costretto ad abiurare l’Eliocentrismo.

La stessa frase potrebbe oggi affiorare spontaneamente sulle labbra dei cittadini italiani alla notizia, comunicata nei giorni scorsi dal Ministero dell’Interno attraverso la circolare n. 10/2016, che dal prossimo luglio i municipi inizieranno a fornire la nuova Carta d’identità elettronica (Cie).

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La nuova carta d’identità

Si tratta di una tessera sulla quale saranno presenti, oltre ai dati anagrafici, anche il codice fiscale, le impronte digitali e gli estremi dell’atto di nascita. Il costo è maggiore rispetto alla carta d’identità disponibile oggi: 13,76 euro, ai quali vanno anche aggiunti costi aggiuntivi che dovrebbero far lievitare il costo complessivo a 22 euro.

Secondo il Governo, questo nuovo documento permetterà di viaggiare senza alcun problema negli altri Paesi dell’Unione Europea, alcuni dei quali poco disposti ad accontentarsi dell’attuale documento cartaceo.

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Il cambiamento dall’attuale al nuovo documento sarà, tuttavia, progressivo: si parte il prossimo 4 luglio in pochi comuni che dovrebbero diventare circa 200 già nel mese di settembre. L’attesa non dovrebbe essere particolarmente lunga per i residenti delle grandi città, ad esempio Roma dovrebbe iniziare a fornire la Cie tra il 18 e il 22 luglio.

Questa trasformazione sarà irreversibile dato che non sarà più consentito ai comuni fornire le vecchie carte d’identità o quelle elettroniche sperimentate negli scorsi anni non appena questi saranno in grado di fornire la nuova Cie.

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Pubblica Amministrazione

Al contrario dell’attuale carta d’identità, la Cie attraverso il Centro Nazionale dei Servizi Demografici (CNSD) del Ministero dell’Interno, potrà essere spedita direttamente presso il domicilio del richiedente.

Esattamente come accade oggi, anche la nuova Cie va richiesta presso il proprio Comune di residenza. È stato creato un apposito sito per fornire ai cittadini informazioni su come ottenere il nuovo documento, tuttavia il sito è ancora in allestimento.

Cosa cambia

Realizzata su supporto fisico, la nuova Cie dispone di un microprocessore che permette di identificare il titolare del documento. La nuova tessera, inoltre, dovrebbe consentire di ottenere le credenziali di accesso al Sistema Pubblico per l’Identità Digitale (Spid), il nuovo strumento che consente di accedere con le proprie credenziali ai servizi online forniti dalla Pubblica Amministrazione.

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Con l’entrata in scena della nuova Cie, l’attuale carta d’identità, istituita con un decreto del Ministero dell’Interno il 27/01/1994, dovrebbe essere definitivamente accantonata, anche se ogni cittadino potrà continuare ad utilizzare la propria carta fino alla sua scadenza.

Il triste epilogo toccato alle precedenti carte d’identità elettroni che non dovrebbe riguardare anche la nuova Cie: finora infatti si è trattato soltanto di esperimenti locali quasi sempre inadatti a far fronte alle necessità del cittadino.

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Appare tuttavia prematuro esultare: non solo i 18 lunghi anni di sperimentazione sul tema delle carte d’identità digitali impongono una doverosa cautela ma anche i continui annunci e gli immancabili ritardi che hanno caratterizzato fin d’ora il cammino della nuova Cie non possono che lasciare ancora qualche perplessità.

Si tratta comunque solo di un piccolo passo in quell’ineludibile ed irrimandabile processo di digitalizzazione della lenta e farraginosa burocrazia italiana.

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