Dagli ultimi dati raccolti sull’amianto, emerge che sono più di 32 milioni le tonnellate di questo micidiale elemento nel nostro Paese e 34.148 i siti da bonificare, mentre a 20 anni di distanza dalla messa al bando questo materiale “continua a causare oltre 2mila vittime all’anno”: l'emergenza sanitaria “è alta”. Lo denunciano le associazioni ambientaliste, delle vittime e degli ex esposti riunite si il 21 novembre a Roma alla vigilia della II Conferenza governativa sull'amianto che si apre il 22 novembre a Venezia.
Gli attivisti, da Legambiente all'Associazione Italiana Esposti Amianto, sottolineano che “la bonifica procede lentamente”, tanto che “ai ritmi attuali dovremmo convivere con l'amianto almeno fino al 2100”, per non parlare dello smaltimento, con “il 75% dei rifiuti prodotti” che secondo i dati Ispra viene spedito in Germania perché in Italia mancano discariche ad hoc.
In Italia, ogni anno le morti causate dall'esposizione di amianto sono un numero considerevole. Le associazioni parlano di 900 decessi per mesotelioma pleurico, mentre gli epidemiologi “prevedono alcune decine di migliaia di casi nei prossimi anni”. A 20 anni dall'istituzione dei piani regionali per il recupero e la bonifica dell’amianto, “ancora non si sa quanto ce n’è”.
Tutti gli attori coinvolti sperano in un maggior coinvolgimento sia da parte del governo, sia dai diretti interessati, e che la II Conferenza governativa si riveli un incontro “degli esposti e non sugli esposti in cui prendere precisi impegni di finanziamento” per “rendere l'Italia libera dall'amianto”. Nel dettaglio, la richiesta esplicita, che accompagna questa conferenza, è che il governo accolga in pieno la mozione proposta a settembre dal senatore Felice Casson, ovvero: risanamento ambientale, sorveglianza sanitaria e risarcimento delle vittime.