Il nuovo premier giapponese Shinzo Abe, che ha chiuso il 2012 con una visita ufficiale alla centrale nucleare di Fukushima, dove l’11 settembre 2011 è avvenuto, a causa del sisma e dello tsunami che ne è conseguito, il peggior disastro nucleare dopo quello di Chernobyl del 1986, adesso dichiara la propria intenzione di autorizzare la costruzione di nuovi reattori nucleari.
"I nuovi reattori saranno completamente diversi da quelli dell'impianto di Daiichi a Fukushima che hanno provocato la crisi", queste le dichiarazioni ufficiali di Abe di recente insediatosi alla guida del governo nipponico.
Ricordiamo che il precedente governo guidato dal Partito Democratico aveva promesso di rinunciare del tutto all'energia nucleare entro il 2040. Il Partito Liberale di Abe, che ha preso il potere nelle recenti elezioni, vuole invece utilizzare i prossimi dieci anni per rilanciare il nucleare, ritenendo che esso sia la migliore soluzione energetica per il paese del Sol Levante.
Dalla parte di Abe sono apertamente schierati i rappresentanti del mondo imprenditoriale che lamentano il rischio di una crisi energetica e del conseguente aumento del costo delle forniture: in effetti dal disastro di Fukushima, i costi dell'importazione di gas naturale sono infatti notevolmente aumentati, mentre i precedenza il fabbisogno energetico era soddisfatto al 30% proprio dall’energia ricavata dalle centrali.
Allo stato attuale i cinquanta reattori nucleari presenti in Giappone sono stati spenti per controlli, e solo due sono recentemente tornati in funzione a pieno regime. In ogni caso il piano di Abe dovrà ricevere l’approvazione dell'Autorità per la Regolamentazione del Nucleare, che è al lavoro per definire nuovi standard di sicurezza e sta compiendo tutta una serie di verifiche sugli impianti esistenti, anche attraverso uno studio approfondito delle faglie geologiche, con l’intento di prevenire eventuali situazioni di pericolo che potrebbero derivare dal verificarsi di forti manifestazioni sismiche.