Restagrave la situazione legata alla qualità dell'aria nei nostri centri urbani acausa delle famigerate polveri sottili(PM10) che in massima parte sono dovute all'emissione dei gas di scarico deltraffico veicolare. La normativa italiana fissa un limite di tolleranzagiornaliero nella concentrazione di PM10 nell'aria (50 µg/m³) che non puòessere superato per più di 35 giorni all'anno.

È dunque necessario un costantemonitoraggio della qualità dell'aria, in modo da poter intervenire contempestività qualora i valori di PM10 siano superiori al limite fissato.

Inquesti frangenti le amministrazioni locali sono difatti tenute ad intervenirecon la massima rapidità, predisponendo misure che consentano ai valori dirientrare nella norma e così tutelando la salute dei cittadini. Per informare icittadini e stimolare le amministrazioni locali ad agire, dal 1° gennaio 2006, Legambiente stila una classificaperiodica dei principali capoluoghi italiani con il più alto livello diconcentrazioni di polveri sottili. La classifica viene elaborata in base aidati raccolti attraverso la consultazione dei siti internet di Comuni,Province, Regioni e Arpa.

Anchequest'anno Legambiente si è premurata di diffondere i dati relativi allo statodi salute dell'aria delle nostre città, si tratta come è ovvio dei datirelativi al 2012.

"PM10 ti tengod'occhio", questo il nome che Legambiente ha adottato per la campagna diquest'anno. Dai dati diffusi e riguardanti rilievi operati in 95 capoluoghiitaliani risulta che in ben 51 città è stato superato il bonus di 35 giorniall'anno, riguardante la concentrazione di PM10 nell'aria superiore a 50microgrammi per metro cubo.

In testa all'ideale classifica negativa si piazza Alessandria,con 123 giorni di sforamento rispetto al valore di concentrazione di PM10 tolleratodalla legge. A seguire nell'ordine: Frosinone (120 giorni), Cremona e Torino(118), Parma (115), Vicenza (114), Brescia e Milano (106), Verona (103),Bergamo (99), Asti (97), Monza (96), Reggio Emilia (93), Mantova (90), Padova,Benevento e Rovigo (91), Bologna (73), Piacenza (71), Firenze (68), Ravenna(66), Cagliari e Lodi (64), Pescara e Terni (62), Ancona (61), Como (58), Roma(57), Palermo (55), Lucca (54), Forlì (52), Biella (50), Varese (48) e Trieste(45).

Ci sembra veramente strano che la città di Napoli non figuri fra leposizioni di vertice di questa classifica e non risulti nemmeno fra le 51 cittàche superano la soglia dei 35 giorni.

Anche The Economist, una delle piùautorevoli testate giornalistiche del mondo, ha stilato in questi giorni unaclassifica delle città più inquinate al mondo basata su dati forniti dall'OMS (Organizzazione Mondiale dellaSanità): la più inquinata risulta essere la città indiana Ludhiana, seguitadalla cinese Lanzhou, e dalla messicana Mexicali.

Tra le posizioni di vertice risulta, secondoThe Economist, anche Torino, dove la concentrazione di PM10 sarebbe superiore aquella di megalopoli come Londra e Parigi.

La classifica fornita da TheEconomist appare però alquanto approssimativa: si riferisce difatti solo ad uncerto numero di città campione fra le quali, oltre a quelle già elencate,figurano anche Mosca e Osaka, ma ne vengono escluse altre di una certaimportanza come le italiane Roma e Milano e la megalopoli per eccellenza NewYork.