E' noto come il territorio nel corso degli anni subisca notevoli cambiamenti, grazie soprattutto al consumo dovuto alla cementificazione che viene messa in atto per ampliare gli agglomerati urbani presenti nel nostro paese. Questo fenomeno nel corso degli anni ha però prodotto notevoli danni ecologici che una ricerca dell'Ispra ha cercato di studiare giungendo alla conclusione che gli svantaggi vanno anche a toccare l'aspetto economico.

Lo studio ha evidenziato come dal 1956 ad oggi più di 7.000 metri quadrati di terreno siano stati consumati ogni secondo per aver aumentato le aree ricoperte da cemento.

E' come se ogni anno in Italia venissero costruite due città grandi come Milano rubando in questo modo tutto questo spazio alle aree verdi e di conseguenza all'agricoltura e alla qualità della vita. Il ragionamento può essere esteso a tutti i paesi dell'area europea ma la nostra nazione risulta decisamente sopra la media espressa da tutto il continente.

Inevitabili e notevoli risultano essere anche i danni economici nelle zone ricoperte dal cemento in quanto il terreno viene impermeabilizzato impedendo la normale evapotraspirazione. E' infatti necessario un quantitativo di energia molto superiore al normale per consentire la normale evaporazione dell'acqua imprigionata sotto la coltre di cemento che provoca un danno economico non indifferente, stimato in circa 500.000 Euro all'anno per ogni ettaro di suolo gestito in questo modo.

Inoltre questo tipo di gestione del territorio provoca una sensibile diminuzione delle aree dedicate all'agricoltura e quindi una maggiore difficoltà nel produrre gli alimenti vegetali necessari al sostentamento delle popolazioni. Se si confronta questo aspetto con la necessità sempre maggiore di cibo per le aree più povere del pianeta risulta evidente come i danni prodotti da questa filosofia di sviluppo siano decisamente ingenti e difficilmente calcolabili.

Sarebbe dunque auspicabile un deciso cambio di mentalità che consista nell'avere maggiore rispetto del territorio evitando, dove possibile, l'eliminazione di aree verdi che risultano quanto mai preziose sotto tutti i punti di vista.

Capita spesso nelle nostre città di vedere costruzioni dismesse o in rovina che non sono più utilizzate ma che potrebbero essere ristrutturate e utilizzate per i più svariati scopi limitando in questo modo la cementificazione di nuove aree di territorio. Potrebbe essere un buon modo per cominciare ad affrontare un problema che, a lungo andare, potrebbe causare seri danni ecologici e avere gravi ripercussioni sulla qualità della vita.