Una previsione non di certo confortante quella dei climatologi, secondo i quali i decessi dovuti al troppo caldo dovrebbero aumentare del 91% rispetto al secolo scorso. Una notizia che suona strana in periodo particolare, che ha visto questa primavera come una delle più fresche e inconsuete degli ultimi decenni.
Ma è un dato di fatto che la temperatura terrestre è predestinata a un aumento costante, i fattori sono quelli ormai noti a tutti noi: inquinamento, i ghiacci che continuano a sciogliersi e rilasciano delle sostanze dannose per l'uomo che vanno a spargersi nell'aria e nel mare.
Questo trend poco felice avverrà in un futuro non lontano, tra 70 anni, mietendo vittime che non riusciranno a resistere alle temperature infuocate estive, con un aumento di decessi per colpi di calore del 91% in più a un secolo prima.
Ma se il caldo diverrà torrido e insopportabile nella stagione estiva, non meno preoccupante è l'allarme per le persone che non sopravviveranno per gli inverni che si presenteranno sempre più siberiani. Quindi a quanto pare, il caldo e il freddo saranno i nemici più accreditati per l'uomo nei prossimi anni.
Già nell'estate 2012 abbiamo potuto assistere a un caldo afoso con temperature sopra la norma. Negli Stati Uniti si sono registrati valori sopra la media mai rilevati in passato: con 37,7 gradi in molte città americane.
Nella stessa estate morirono 82 americani per il troppo caldo.
In merito al vecchio continente l'anno più bollente di tutti fu nel 1998, quando in Europa piombò il fenomeno climatico conosciuto con il nome di El Nino che fece balzare la colonnina di mercurio sopra i 40 gradi. Tuttavia solo 5 anni più tardi nel 2003 ci fu un'altra estate rovente, che portò frequenti malori tra le persone e decessi tra anziani in qualche città italiana.