Massa, partono le denunce da parte del Comitato alluvionati verso Comunedi Massa, Unione dei Comuni e Provincia per i fatti dello scorso inverno,quando una tremenda alluvione avevamesso in ginocchio le zone di Bondano, Ricortola e Partaccia. "Non è possibile,né giusto, dare solo la colpa al Padreterno – afferma perentorio il presidentedel Comitato Ivo Zaccagna – Qualcheresponsabilità politica qualcuno la deve avere".
A metà agosto c'è stato anche un incontro in Comune colsindaco Alessandro Volpi: ladiscussione è stata incandescente e l'attenzione è stata posta sulla mancataesecuzione di opere di messa in sicurezza del litorale, interventi promessi daanni, ma mai avviati.
E ora, con la fine dell'estate e l'arrivo delle stagionipiovose, la gente ha di nuovo paura: "Purtroppo abbiamo paura di nuovealluvioni e nuovi danni – dice Ivo Zaccagna – perché il territorio in due anni nonè stato messo in sicurezza e questo è un dato di fatto".
"Vi sono studi mirati, commissionati dal comune stesso, neiquali si ha piena conferma dell'elevatissimo livello di rischio in tutta lazona – si legge in un comunicato del Comitato alluvionati – Tuttavia, il monitolanciato dai cittadini e confermato da questi studi continua ad essere ignorato".L'amministrazione Volpi sostiene che sono in campo progetti per la costruzionedi fognature bianche ed altri interventi per la tutela della zona a rischioalluvione, ma di concreto ancora nulla si è visto e le famiglie già vittime loscorso anno sono stanche di parole e promesse.
"Da anni vengono emessi annunci e proclami contro gli abusi edilizi, in particolare contro lefamigerate tombature abusive, e richieste per l'intensificazione delle opere idrauliche e per la pulizia deglialvei, senza che nel frattempo nulla sia stato realizzato" scrive ancora ilComitato che punta il dito contro la mala politica di oggi e di ieri. Volpi ècome Pucci e nulla si muove tanto che "Le tombature presenti in localitàPartaccia lungo via Bertola risultano edificate da anni proprio dal comune diMassa, o quantomeno su suo incarico, tant'è che la Provincia ha diffidato a suotempo il comune stesso dal demolirle. Ma sono ancora lì".
Adesso documenti, foto e perizie relative all'alluvionedello scorso inverno sono indirizzate alla Procura e si attende presto unresponso per capire chi ha avuto responsabilità oggettive nella cattiva gestione urbanistica.
Di sicuro,in attesa che vengano individuati i colpevoli, l'amministrazione comunale e ilsindaco Alessandro Volpi hanno ildovere di rendere prioritaria la messa insicurezza delle zone colpite dall'alluvione, per non lasciare soli icittadini di Massa che temono il ripetersi della tragedia dello scorso anno.