Voluto gioco di parole per raccontare la moltitudine degli utilizzi della canapa, oggi come non mai, nella bio-edilizia.
Potremmo dire la canapa che è vecchia come il mondo: studi condotti dalla Columbia History of the World ne collocano l'utilizzo all' 8000 a.C. in Asia e in Medioriente. In occidente e precisamente in Inghilterra, si utilizzava nel XVI sec. per poi vedere un suo maggiore utilizzo nel XVIII sec. in concomitanza con l'espansione coloniale e navale dell'epoca, necessaria per la produzione del cordame utilizzato sulle imbarcazioni.
Dai primi decenni del 1900, la canapa inizia il suo inesorabile declino, con lo sviluppo dell'industria petrolchimica che produce e immette sul mercato prodotti che vedono i più svariati utilizzi, non solo nell'industria, ma anche nei casalinghi.
Per poi essere definitivamente demonizzata in quanto droga e quindi posta ai margini del ciclo produttivo.
In questi ultimi anni, in cui si parla sempre più di bio-edilizia, di sostenibilità, di riciclo, si ha la riscoperta di materiali idonei a tale finalità e tra questi la canapa, abbinata alla calce, ma quella vera, quella che ci viene donata in natura, derivata dalla cottura di calcari puri, ad alto contenuto di carbonati di calcio e di magnesio.
L'abbinamento di canapa con l'utilizzo di calce quale collante permette di creare un componente biocompatibile a impatto zero, con funzioni di isolamento termico e acustico, leggerezza, traspirabilità, facilità di posa.
Anche nell'edilizia, che si tratti di ristrutturazioni o di nuove costruzioni, si riscoprono vecchi "sapori" di un tempo che fu.