E' la sabbia il futuro delle energierinnovabili. Il gruppo Magoldi ha avviato la sperimentazione delprogetto Stem in collaborazione con il Consiglio nazionale delleRicerche (CnR) e la facoltà d'ingegneria dell'Università diNapoli. L'oggetto delle ricerche riguarda l'utilizzo dei lettifluidizzati nella produzione di energia solare: si tratta in praticadi concentrare l'energia solare a grandi temperature, in modo darendere più efficiente la conversione dell'energia termica.Perraggiungere lo scopo i ricercatori hanno approfondito la tecnologiadei letti fluidizzati, già utilizzata nei reattori e nei processidi termoconversione adottati nell'industria chimica.
Tecnologia del letto. Fluidizzato
Ma cosa sono i letti fluidizzati? Nellaproduzione di energia a partire dalle radiazioni solari, unafondamentale importanza ricoprono i fluidi di trasmissioni, che hannoil compito di immagazzinare l'energia dei raggi solari e trasferirlaad un generatore di energia elettrica. I fluidi comunementeutilizzati sono l'olio diotermico o i sali fusi. Entrambi però,funzionano male con alte temperature e non permettono di sfruttareappieno le potenzialità di un impianto solare. Il problema èproprio questo: individuare un materiale che permetta di accumulareil calore del sole fino a temperature molto alte e possa rendere ilprocesso assolutamente pulito ed ecosostenibile.
Centrali di sabbia e castelli dienergia
L'idea che sta dietro il progetto Stemè molto semplice: un a miscela di particelle sospese in aria, sicomporta a tutti gli effetti come un fluido. E allora perchè nonutilizzare un solido per immaganizzare l'energia? Il materiale idealeè la sabbia di fiume: costituita da particelle piccolissime, lasabbia è in grado di riscaldarsi oltre i 1000°C e di immagazzinarel'energia solare fino a 5 o 6 ore. Di qui il progetto Stem, primainiziativa di ricerca al mondo che si propone di studiare questaoriginale applicazione della sabbia di fiume: quando un granello puòfare la differenza.