Da anni si racconta che il processo di fusione nucleare "controllata" sia dietro l'angolo e che la scoperta avrebbe risolto buona parte dei problemi legati all'energia. Se n'è iniziato a parlare ai tempi dell'austerity, del blocco delle forniture del petrolio all'Occidente da parte dei Paesi arabi, si andava in giro in bicicletta e sui pattini: si era nei Settanta dello scorso secolo.


Sono passati più di quarant'anni, ma il processo di fusione nucleare resta ancora una chimera. Si parla anche molto di "fusione fredda" addirittura di "fusione fredda casalinga", si usano numerosi "forse" e parecchi condizionali, senza, tuttavia, un annuncio definitivo e certo.


Ora sembra che i soliti americani si siano avvicinati alla produzione di quella che viene definita "energia pulita" (e non il prodotto della fissione, classica reazione che si basa sulla scissione del nucleo di uranio 235), ossia quella che è generata dall'avvicinamento di due nuclei, nei quali prevalga la cosiddetta "interazione forte" sulla repulsione elettromagnetica. In tal modo gli atomi si unirebbero tra loro, generando un energia superiore a quella che è stata necessaria per poterli avvicinare.

A comunicare il risultato dell'esperimento gli scienziati del Lawrence Livermore National Laboratory, i quali hanno attivato una reazione del tipo appena descritto, utilizzando meno energia per unire gli atomi rispetto a quella prodotta.

Per legare gli atomi di deuterio e trizio, gli studiosi americani hanno utilizzato 192 laser, riuscendo ad ottenere nuclei di elio che hanno generato, ma non disperso, un'energia dieci volte superiore rispetto agli esperimenti precedenti e comunque maggiore di quella immessa per attivare il procedimento. La fusione nucleare oltre a produrre quantità illimitate di energia, non genera gas nocivi e crea pochissime scorie radioattive. Un cambio di marcia notevole rispetto alla fissione che è alla base del sistema imperfetto delle centrali nucleari (Fukushima docet).


Ma i risultati dei laboratori di Livermore, secondo l'Enea, l'Ente italiano per l'Energia Atomica, sarebbero di molto inferiori rispetto a quanto già realizzato con la fusione a "confinamento magnetico", esperimento durante il quale il rapporto tra l'energia usata e quella prodotta è stato significativamente più elevato (stando all'Enea) dell'esperimento Usa.


Uscendo dal campo della fusione nucleare ed entrando in quello della "Fusione fredda", sembra che anche il procedimento di Rossi e Focardi (che ha ottenuto pochi appoggi in Italia) abbia spiccato il volo. Negli USA Andrea Rossi ha trovato un partner (Industrial Heat) che ha dato fiducia allo scienziato italiano ed al suo progetto "E-Cat" ed ora è in corso un importante lavoro Research & Development, validazione e industrializzazione che potrebbe portare alla produzione ed alla commercializzazione di un sistema rivoluzionario per produrre energia pulita.
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