Nonostante la grande crisi politica e finanziaria, i disastri ambientali e strutturali che stanno pesantemente interessando l'Italia, c'è un settore in cui il nostro paese primeggia a livello mondiale: le bioplastiche, produzione e normative. Si tratta di plastiche biodegradabili e compostabili (cioè disintegrabili in poche settimane e con bassi livelli di contaminazione in termini di quantità di metalli pesanti) che trovano largo impiego in numerosi settori, dall'elettronica agli pneumatici, dal packaging agli shopper.

La normativa italiana sugli shopper è sicuramente la più conosciuta. Attualmente, ai sensi della EN 13432, sono conformi solo i sacchetti biodegradabili e compostabili, o realizzati in carta o tessuto.

I consumatori italiani si sono dimostrati attenti all'Ambiente e disposti a cambiare tempestivamente le proprie abitudini, mettendo in atto una vera rivoluzione comportamentale, a cominciare dal riutilizzo dei sacchetti biodegradabili per la raccolta dell'umido, alla raccolta differenziata dei rifiuti per il loro riciclo e finendo all'abitudine di portare da casa shopper riutilizzabili per fare la spesa.

Inoltre, per aiutare i consumatori, il Consorzio Italiano Compostatori ha creato il marchio "Compostabile CIC" utile guida per la raccolta dei rifiuti, che contrassegna i materiali compostabili, cioè che si decompongono in modo naturale in poco più di 90 giorni. Questo ha permesso di ridurre del 50% il numero di sacchetti monouso in circolazione, un grandissimo risultato del tutto inaspettato.



Gli shopper per la spesa sono l'esempio più lampante della "chimica verde" italiana, ma, dato il trend di mercato che prevede un incremento mondiale di bioplastiche del 500% nei prossimi anni, le aziende italiane stanno applicando questa green strategy al packaging, piatti e stoviglie da usare anche nelle sagre e nelle feste pubbliche, nell'igiene personale e nella realizzazione di tessuti derivati dall'amido di mais.

L'Europa, ma anche l' Australia e gli Stati Uniti, guardano all'Italia con attenzione e interesse e tentano di prendere come esempio le abitudini e le normative italiane nell'ottica di una politica ambientale sostenibile, soprattutto perchè si è data un obiettivo particolarmente impegnativo: ridurre dell'80% i sacchetti "usa e getta" entro il 2020.

Nell'epoca delle procedure d'infrazione europee, l'Italia dà lezioni di ecologia e bioeconomia al mondo. Ma l'Europa riuscirà ad eguagliarci?

Segui la pagina Ambiente
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!