L'Italia e i lupi. Un sodalizio difficile. Qualcuno può pensare che sono loro ad attaccare l'uomo, ma in realtà siamo noi che abbiamo sempre più ristretto il loro territorio. Ed ecco che ci vengono a rubare il bestiame per sfamarsi, come sta avvenendo nella Maremma, dove, da diversi mesi, è in corso una vera strage per opera dei bracconieri. Ma anche in Abruzzo le cose non vanno meglio.

Oppure ce li ritroviamo alle porte delle nostre metropoli, affamati, che si districano tra le auto che sfrecciano su autostrade e tangenziali. È quanto avvenuto vicino alla periferia di Torino, in un prato vicino ad Airasca.

Il povero lupo però è stato trovato morto, investito. A riportare la notizia è La Stampa.

A ritrovare la carcassa è stato il Servizio Tutela Fauna e Flora della Provincia, in seguito alla segnalazione di un automobilista che l'aveva travolto sulla provinciale. Il lupo è un giovane maschio di 18 mesi. Ma cosa ci faceva lì? Gli esperti cercano di spiegarlo.

Il lupo è generalmente un predatore con spirito di adattamento formidabile, in grado di girovagare per chilometri quando il branco è troppo folto e il territorio troppo piccolo. Esplora nuovi territori e terre di nessuno, alla ricerca di nuove prede da sbranare. Non a caso, questo atteggiamento è tenuto dai giovani maschi, istintivamente più audaci degli adulti "abitudinari".

Inoltre, tra i 12 mesi e i tre anni di età i lupi vengono espulsi dal branco e dunque vanno in cerca di nuove terre dove accoppiarsi e creare altri branchi. Ecco spiegato il ritrovamento del lupo di un anno e mezzo vicino Torino. A meno che, e non è da escludere, qualcuno lo abbia ucciso altrove e portato lì.

Il fenomeno degli animali selvaggi che approdano in città è molto frequente anche in America o a Londra, specie per quanto concerne le volpi, che quasi diventano gattini a cui dare da mangiare. Il povero lupo di Airasca non ha fatto i conti con la modernità e il piede schiacciato sull'acceleratore degli automobilisti.