Palazzo Chigi ha dato attuazione al disegno di legge, approvato il giorno 23 dicembre 2013. A procedere alla suddetta indagine, sono stati i seguenti ministri: Beatrice Lorenzin (ministro della Salute), Gian Luca Galletti (ministro dell'Ambiente) e Maurizio Martina (ministro dello Sviluppo Economico). Non poteva mancare il governatore della regione Campania, ossia Stefano Caldoro. Dalle indagini e dagli studi effettuati, sono emersi con assoluta precisione, i siti interessati
A seguito dell'analisi che ha avuto luogo presso Palazzo Chigi, si è giunti ad una concorde e concertata soluzione, o meglio ad un primo passo verso ciò che sta assumendo le parvenze di un vero disastro ambientale.
ci riferiamo alle bonifiche. Il ministro della Salute, Lorenzin, spiega che in siffatti casi devono essere contemperati due interessi. L'interesse alla salute e l'interesse alla produzione. In base all'articolo 32 della nostra Costituzione, il diritto alla salute è l'unico ad essere definito fondamentale; ragion per cui deve essergli attribuito la più pronta e celere tutela. Con misure inibitorie e con finanziamenti. La somma erogata per porre un primo valido freno alle morti e ai danni causati della Terra dei Fuochi, è di 50 milioni di euro.
La tutela inibitoria consiste nel divieto della vendita dei prodotti ortofrutticoli coltivati nelle zone rosse, cioè a rischio. Ma, l'interesse alla produzione, espressione della libertà di iniziativa economica e manifestazione potente dell'economia nazionale, è stato attentamente vagliato per non essere totalmente sopperito.
Infatti, c'è stato uno sbarramento intrinseco, atto a dare risalto alla produzione. I prodotti, che nell'arco degli ultimi 12 mesi sono risultati conformI alle norme e ai protocolli di coltivazione e di produzione, non rientrano nell'oggetto della decisione che vieta in maniera perentoria la vendita dei prodotti locali.
Gli ettari del suolo nocivo sono 64. Un risultato negativo, anche se non sono mancate espressioni e voci che affermavano di aspettarsi un numero più elevato. Questa valutazione, in scala ridotta corrisponde solo al 2% di tutto il suolo e i km della zona comunemente definita Terra dei Fuochi. I comuni risultati positivi all'indagine espletata sono 57; si estendono fino a Nola.
Le zone maggiormente a rischio sono state individuate nei comuni di Acerra, Giugliano, Villa Literno e Caivano. Al momento, ancora non si può dire se si tratta di uno stop (alla vendita dei prodotti) definitivo oppure no, nè sono prospettabili i risultati in termini di utili e di perdite che potranno derivare dall'adozione del decreto.
Quello che si sa con certezza riguarda le ulteriori indagini, in quanto i tre ministri, hanno dichiarato di portare avanti questa iniziativa (definita prima realtà empirica e immagine icastica di ciò che dovrebbe essere e di ciò che dovrebbe fare una buona politica). Il termine per approfondire e per cercare ulteriori soluzioni al tema della valutazione, della messa in sicurezza e della ri-valutazione della Terra dei Fuochi, è di 90 giorni.
La cifra erogata, pari a 50 milioni di euro, serve a ricoprire le spese che devono essere affrontate per dar vita ai controlli su tutti i terreni. Si è cercato, quindi, di non far pesare il danno sulle spalle dei privati imprenditori agricoli o dei semplici agricoltori.
I documenti usati ai fini delle indagini sono stati in prevalenza alcune foto scattate dall'alto, nonchè i risultati del lavoro dei ricercatori e delle autorità locali. La situazione decisiva, limpida e fortemente probante, si è sviluppata sull'esame di una foto che evidenzia ben 5 gruppi di aree nocive, a seconda del grado e dello stadio avanzato della gravità.