A partire dal prossimo mese di aprile, tutti gli alpinisti che partiranno per spedizioni sull'Everest, sia per scalarlo che semplicemente per fare trekking, dovranno impegnarsi a riportare a valle almeno 8 chili di rifiuti, oltre ai propri.
Una montagna di rifiuti
Dovrebbe essere uno dei luoghi più incontaminati, invece è la discarica più alta del mondo.
Si calcola che sul tetto del mondo siano disseminate 50 tonnellate di rifiuti, tra tende abbandonate, corde, bombole di ossigeno vuote, bottigliette di plastica e rifiuti vari. Tutto materiale abbandonato nel tempo dalle spedizioni che percorrono le vie d'accesso alla vetta.
Il problema viene ancora più posto in evidenza dal cambiamento climatico in corso che, assottigliando lo strato dei ghiacciai, riporta alla luce rifiuti di decenni passati.
Già in passato il governo nepalese era intervenuto per cercare di arginare lo scempio.
Tra le misure adottate, nel 2010 fu istituita una ricompensa di 1,40 dollari per ogni chilogrammo di rifiuti che gli alpinisti riportavano a valle al ritorno dalle spedizioni. Furono inoltre istituite squadre di portatori che, in primavera, approfittando dello scioglimento della neve, partivano per spedizioni di pulizia.
Sono state in questo modo riportate, dai campi base abbandonati, dica 8 tonnellate di rifiuti, tra cui i resti di un elicottero precipitato 40 anni fa.
Parte di questa spazzatura è stata trasformata in opere d'arte prodotte da un gruppo di artisti locali ed esposte a Katmandu per sensibilizzare i visitatori al rispetto dell'ambiente.
Le sanzioni
La decisione presa ora dal governo del Nepal è suggerita dalla necessità di intervenire, in modo anche drastico, prima che la situazione raggiunga livelli tali da diventare irrecuperabile.
La volontà di ripulire la montagna più alta del mondo traspare anche dalle sanzioni previste per gli alpinisti che non rispetteranno le nuove regole, i quali, oltre ad essere multati, saranno perseguiti anche penalmente.