L'autunno è arrivato, meteorologicamente parlando, un po' in ritardo, visto che fino a qualche settimana fa sembrava ancora estate. Con tutte le conseguenze per le colture. Ma il suo ritardato arrivo, non ha impedito ai ricercatori di funghi di entrare in azione e mettere in pratica la propria passione. La quale, però, non è solo una piacevole passeggiata tra gli alberi, ma anche qualcosa di molto pericoloso, quando si beccano quelli velenosi. Ogni anno essi mietono qualche vittima, soprattutto perché tanti sono gli inesperti che si cimentano nella ricerca o si affidano a qualche info reperita su internet.

Ad essi poi vanno aggiunti quanti si sono intossicati. Eppure le Asl hanno attivato da tempo controlli gratuiti da poter consultare.

Al Nord possiamo quasi parlare di strage. Quest'anno la regione più colpita è stata l'Emilia Romagna, con 8 casi gravi e 2 decessi nella provincia di Modena. Seguono il Piemonte con 7 gravi e un decesso, il Trentino con 4 casi gravi e la Lombardia con 2. Negli ultimi 2 mesi, quando l'attività si è fatta più intensa trovandoci nella stagione propizia, ci sono stati tre decessi e 220 avvelenamenti, di cui 21 gravi. I funghi più pericolosi sono l'amanita phalloides, la lepiota e la galerina. Le vittime sono soprattutto gli anziani, che utilizzano vecchi metodi talvolta fallaci, puntando tutto sulla propria esperienza.

Ma con l'età, tanto la vista, quanto l'olfatto e la memoria stessa vengono sempre più a mancare e dunque rende la loro selezione più complicata e spesso mortalmente fallace.

Ma come si possono riconoscere i funghi velenosi? Prima di porsi questa domanda, occorre sfatare qualche credenza diffusa. Non bisogna ad esempio affidarsi all'annerimento del cucchiaio d'argento, dell'aglio e della cipolla mediante la cottura; i funghi mangiati dagli animali non è detto che siano adatti anche per l'uomo; non è detto che la velenosità dei funghi sia determinata dal colore, odore, viscidità; non sempre i funghi completamente bianchi e di sapore gradevole sono commestibili; far essiccare i funghi non da' la certezza di far perdere la loro velenosità; meglio non raccoglierli quando sono troppo piccoli, perché le loro caratteristiche non sono ancora ben chiare. Meglio dunque non affidarsi a internet, ma ad esperti, controlli dell'Asl e tutt'al più a un manuale cartaceo affidabile. Partendo comunque da questi buoni consigli che vi abbiamo dato.