Di tanto in tanto le nostre tipicità sono messe a rischio da qualche parassita, capace di mettere knockout mesi di lavoro amorevole e meticoloso degli agricoltori, al fine di garantirci prodotti di qualità. Lo scorso anno, proprio di questi tempi, si parlava ad esempio in Puglia di un batterio che aveva colpito gli ulivi leccesi, dal nome che è tutto un programma "Xylella fastidiosa"; ben 8mila ettari andati persi e addirittura si parlò di Salento a rischio desertificazione. Anche perché questo batterio faceva per la prima volta la sua comparsa in Europa.
O, più di recente, si era parlato di un fungo sempre proveniente dall'Africa che minacciava il basilico ligure e dunque il mitico Pesto alla Genovese: il Peronospora Belbahrii. Il quale si conosce da una decina di anni e che già l'anno scorso ha dimezzato le coltivazioni. Ora la nuova minaccia è una mosca in quel di Toscana.
Già perché ma mosca olearia quest'anno è stata particolarmente forte, complice il caldo prolungato e così diverse tipicità toscane legate all'olio sono minacciate. Si pensi all'extravergine Toscano o alla storica festa di Reggello che dopo quarant'anni di tradizione è costretta a saltare. Questo insetto agisce indisturbato tra le foglie e i rami degli olivi. Come è fatto?
E' simile alle altre mosche che colpiscono la frutta con dimensioni di circa 4-5 mm, facilmente riconoscibile dal "puntino" nero presente all'apice delle ali. Ad aiutarle il clima, visto che la temperatura ideale è quella di fine agosto-prima metà settembre, ossia tra i ventidue e i trentatré gradi. E considerando che tali temperature sono state presenti fino a fine ottobre, ciò ha consentito loro di fare danni in modo più prolungato.
Ma come colpiscono le olive? Le larve di queste mosche si nutrono della loro polpa, scavando piccole gallerie provocando marciumi, comportando un sensibile peggioramento della qualità dell'olio, provocando acidità e irrancidimento. E anche quando la produzione riesce, spesso perde la qualifica di extravergine. La preoccupazione in questi casi è che tali parassiti si diffondano anche in altre zone del Paese, sebbene la mosca olearia si diffonda più sulle zone costiere.