Sembra proprio la scena di un film catastroficoquella disegnata in un documento dal Dipartimento di Economia, innovazione e competenze inglese, nel quale si paventano le minacce che la società moderna dovrebbe affrontare nel caso di una massiccia tempesta solare. Tra questi, interruzione di corrente in zone molto estese, incidenti aerei, blocco delle comunicazione satellitari e deragliamento di treni.
Il documento ‘Space Weather Preparedness Strategy’ delinea le perturbazioni che potrebbero essere causate da imprevedibili mutamenti del tempo solare.
Il dato più sorprendente e preoccupante della relazione riguarda il fatto che un paese avrebbe solo un periodo di avvertimento di 12 ore prima che la tempesta arrivi a colpire il nostro pianeta.
Lo scenario peggiore possibile in queste speculazioni sarebbe quello di una espulsione di massa coronale composta da plasma, durante la quale la corona solare (il bagliore luminoso visibile che vediamo circondare la nostra stella durante un’eclissi solare totale), si stacca lanciando raggi X e particelle ad alta energia direttamente verso la Terra.
Il rapporto cita il ‘1859 Carrington Event’, che fu una potente espulsione di massa coronale. Sebbene non ci sia neanche l’1% di probabilità che questo evento possa ripetersi in un dato anno, possiamo ritenere che la società moderna sarebbe tristemente impreparata a gestire una tale tempesta, secondo il rapporto.
Il dipartimento britannico avverte che è difficile prevedere in modo accurato questo evento e il breve tempo di preavviso di 12 ore lascerebbe impreparate le principali aree urbane, dimostrando una ‘mancanza di capacità di monitorare gli effetti di eventi gravi una volta iniziati’.
Secondo la relazione, per prepararsi ad affrontare questo tipo di tempesta i paesi devono ideare ed impostare i piani da mettere in atto per rispondere rapidamente all’evento, garantendo gerarchie ed infrastrutture per la comunicazione, al fine di inviare avvisi e chiari avvertimenti alla popolazione.
‘La sfida principale che abbiamo di fronte è la consapevolezza che il rischio è basso. Molto di più deve essere fatto per incoraggiare i settori potenzialmente vulnerabili ad adottare misure per attenuare i probabili impatti.’