E' ormai critica la situazione del Lago di Bracciano, martoriato dai continui prelievi ACEA (che si spingono anche a circa 2500 litri al secondo) e dalla siccità che negli ultimi mesi si sta abbattendo sulla penisola e sull'Europa in generale.

Nonostante questo, dopo discussioni in parlamento, in regione e tra i vari comuni e comitati a difesa del lago, non c'è ancora nulla di fatto, o almeno, nulla di concreto è cambiato.

Grazie al drone di wildshot sono state fatte delle comparazioni in computer grafica tra le immagini riprese dal satellite di qualche anno prima e la condizione attuale, dalla stessa altitudine.

Diversi incontri in Regione

Dopo diversi incontri in Regione, non ci sono stati risultati che si possano ritenere come "concreti". Secondo i cittadini che abbiamo intervistato telefonicamente, la situazione è critica e del tutto allarmante.

Il proprietario di uno stabilimento, V.A., dichiara di avere paura per le ripercussioni sul turismo lacustre, dato principalmente da possessori di barche a vela, la cui messa in acqua sarà molto più difficile. Altri, invece, rispondono "Se non si possono ridurre i prelievi d'acqua, si affrontino le emergenze che derivano dall'abbassamento del lago" preoccupandosi dunque per l'ecosistema, messo pericolosamente a rischio.

Dopo l'incontro dello scorso 27 febbraio, i sindaci si sarebbero aspettati una conclusione più soddisfacente ed una risposta concreta per i loro cittadini. Invece, così non è stato.

La difesa di ACEA

ACEA, si difende dichiarando di rispettare gli accordi stipulati in un documento siglato nel 1990 dall'allora ministro ai Lavori Pubblici, il quale fissa la quantità di acqua prelevabile MINIMA a 1100 l/s e massima a 5000 l/s, solo in caso di "emergenze".

La quantità prelevata, non precisamente quantificabile, è comunque eccessiva per un lago già martoriato dalla siccità. I residenti dei comuni circostanti, denunciano un pompaggio con picchi di oltre 2500 l/s.

La domanda, però, sorge spontanea. Dove va a finire tutta l'acqua che viene prelevata? Perchè sembra non bastare mai? Guardando il video che vi proponiamo, tramite dati ufficiali di Legambiente, lo capirete.

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