Nell'ambito degli eventi G7, si è tenuto a Bergamo un incontro sul biologico e sui sistemi agricoli sostenibili. Occasione propizia per presentare a tutti "La Carta del biologico". Si tratta di una dichiarazione comune per valorizzare l'agricoltura biologica. In tale contesto s'inserisce anche l'azione di contrasto non solo ai cambiamenti climatici, anche alla lotta alla fame, che rappresenta una nuova emergenza del nostro tempo, anche in zone dove un tempo non si segnalavano problemi del genere. Si punta, inoltre, al riconoscimento del ruolo degli agricoltori.

Solo sostanze naturali

L'agricoltura cosiddetta "biologica" si propone come un'innovazione anche nel settore alimentare. Il termine indica inequivocabilmente un metodo di coltivazione con l'impiego di sostanze naturali, escludendo in maniera perentoria l'utilizzo di sostanze chimiche, neppure in minima parte, dai diserbanti agli insetticidi. Per salvaguardare la fertilità del terreno, gli agricoltori votati al biologico utilizzano materiale organico. Oggi si parla sempre più frequentemente di agricoltura biologica, e non raramente si aprono dibattiti sul tema, con prese di posizione diverse. Secondo il ministro Maurizio Martina, il modello agricolo italiano può definirsi "tra i più sostenibili" nel continente europeo, si legge sul sito internet del ministero.

E di sostenibilità si tornerà a parlare anche nella riunione ministeriale del G7 programmata oggi.

L'agricoltura di un tempo

L'agricoltura di tipo biologico riporta alla memoria quella di un tempo, soprattutto nel Meridione, dove la terra veniva coltivata solamente con sistemi e prodotti naturali, senza fare ricorso a "coadiuvanti" di genere chimico, ai quali si è fatto riferimento soprattutto nel secondo Dopoguerra.

Basti pensare agli immensi campi di grano della Sicilia, alle colture della stessa regione, in quel periodo vero e proprio fiore all'occhiello dell'economia locale. Nel tempo la realtà è mutata, ma negli ultimi anni è cresciuto considerevolmente l'orientamento "biologico", molto apprezzato dai consumatori. Un prodotto "biologico", in linea di massima, è senza dubbio più gradito rispetto a quello del quale non si conosce né provenienza né tipo di coltivazione.