Nel combattimento territoriale molte formiche operaie (minor workers) utilizzano il contenuto appiccicoso e irritante contenuto nei serbatoi della ghiandola mandibolare per respingere o addirittura uccidere gli artropodi avversari. Alcune specie sono perfino in grado di farsi esplodere per proteggere le proprie compagne.

Una nuova specie di formica esplosiva è stata scoperta in una foresta pluviale del Borneo. Questi splendidi imenotteri proteggono le proprie compagne e il formicaio agganciandosi al corpo degli aggressori e facendosi “esplodere”.

Una nuova specie di exploding ant

Il primo studio a menzionare questo tipo di comportamento risale addirittura al 1916 ma solo dal 2014 si è cercato di indagare nel dettaglio il reale significato ecologico di quello che in inglese viene definito autothysis, un vero e proprio suicidio altruistico per il bene della colonia di appartenenza. Proprio a partire da questi studi è stato possibile descrivere e catalogare nuove specie.

Inizialmente non ci si era resi conto di avere tra le mani degli esemplari di una specie non ancora descritta.

Chiamate “yellow goo” per il colore giallo delle loro secrezioni mandibolari, queste formiche fanno parte da tempo di una delle specie modello più utilizzate in laboratorio per gli studi del comportamento esplosivo. Analisi più approfondite hanno rivelato che questa morfospecie era in realtà una specie non ancora correttamente classificata e proprio pochi giorni fa sulla rivista ZooKeys è stato pubblicato l'articolo che identifica questa la specie come Colobopsis explodens, descrivendone nei dettagli comportamenti, abitudini e morfologia.

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Farsi esplodere per salvare la colonia

Le piccole operaie sterili di C. explodens sono estremamente inclini al sacrificio quando vengono minacciate. Queste formiche spendono gran parte del loro tempo a pattugliare e monitorare le aree vicine alla colonia per evitare l’arrivo di intrusi. Nel caso di pericolo, assumono immediatamente una postura difensiva con il gastro rivolto verso l’alto. Generalmente la formica si aggancia al corpo dell’intruso e il contenuto della ghiandola mandibolare viene rilasciato contraendo il gastro fin quando il tegumento non si squarcia completamente.

La piccola operaia muore immediatamente dopo l’“esplosione” mentre gli aggressori possono anche sopravvivere ma generalmente scelgono di desistere, rinunciano all’attacco e si allontanano dalla colonia. Un vero e proprio atto di altruismo per salvare il proprio formicaio.

Ma qual è il significato ecologico di un comportamento simile? Non sembra anche a voi si tratti di un paradosso evolutivo?

Eppure, non è così.

Nelle società estremamente sviluppate come per l’appunto quelle degli insetti sociali, il sacrificio per il bene della colonia è la conclusione più logica. Le operaie disposte a tale sacrificio sono per di più sterili e il significato della loro esistenza non potrebbe essere in ogni caso quello di riprodursi e trasmettere direttamente il proprio patrimonio genetico.

Gli individui facenti parte di una stessa colonia sono, tuttavia, sempre strettamente imparentati tra loro.

Sacrificare se stessi significa salvare le proprie sorelle e i propri fratelli, significa permettere indirettamente ai propri geni di sopravvivere ed essere trasmessi alle generazioni successive (kin selection). Le formiche sono degli insetti eusociali e le loro società sono corpi organizzati estremamente complessi. Ogni colonia funziona grazie alla collaborazione di tutti gli individui e può essere essa stessa considerata un unico e grande superorganismo.

Altri ruoli all’interno del formicaio

All’interno delle colonie di C. explodens le piccole operaie sono di gran lunga la casta più abbondante, ma certamente non l'unica.

Le guardie: un fenomeno interessante e finora non descritto nei dettagli è la presenza di una o più "guardie" all'ingresso del nido artificiale. Per entrare o uscire dalla colonia ogni individuo del gruppo deve prima superare l’esame delle guardiane. Queste formiche toccano con le proprie antenne tutti coloro che si presentano all’ingresso della colonia per poter confermare la reale appartenenza del singolo individuo alla colonia. Un comportamento insolito ma estremamente efficacie che riduce al minimo i rischi di eventuali attacchi o saccheggiamenti da parte di individui appartenenti a colonie diverse.

Major workers: alcune operaie di dimensioni maggiori utilizzano le loro enormi teste per chiudere l’entrata del nido e impedire l’ingresso di aggressori, soprattutto di notte.

Maschi: le formiche sono aplodiploidi. Ciò significa che la regina può regolare la fecondazione delle uova grazie alla spermateca. I maschi nascono da uova non fecondate e sono stati osservati in C. explodens durante un volo di accoppiamento e descritti nello studio.

Per avere ulteriori dettagli su queste formiche consigliamo la lettura dell'articolo originale disponibile online sulla rivista ZooKeys: "Colobopsis explodens sp. n., model species for studies on “exploding ants” (Hymenoptera, Formicidae), with biological notes and first illustrations of males of the Colobopsis cylindricagroup"

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