Il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli ha raggiunto un traguardo significativo, ottenendo circa il 90% di autonomia energetica. Questo risultato è frutto del progetto “Energia della Bellezza”, un vasto intervento di riqualificazione che ha visto l'integrazione di fonti rinnovabili, un attento restauro architettonico e la creazione di nuovi spazi per i visitatori. L'iniziativa, pionieristica, è stata realizzata in collaborazione con ENGIE, operatore di riferimento nel settore, e rappresenta il primo Partenariato Pubblico-Privato (PPP) attivato dal Ministero della Cultura per la riqualificazione di un museo autonomo.
L'intervento, sviluppato attraverso lo strumento del project financing, ha richiesto un investimento complessivo di 45,7 milioni di euro, equamente ripartito tra un contributo pubblico di 22,2 milioni e uno privato di 23,5 milioni. Grazie all'installazione di un sistema fotovoltaico sui tetti e all'adozione di un'illuminotecnica a LED a bassissimo consumo, Capodimonte ha conseguito una riduzione del 50% del proprio fabbisogno energetico e un abbattimento delle emissioni di CO₂ paragonabile all'azione di 20.000 alberi. L'impianto fotovoltaico, composto da circa 4.500 pannelli e autorizzato come progetto pilota dalla Soprintendenza, produce annualmente circa 800 MWh di energia pulita, integrandosi perfettamente e rimanendo invisibile sulle coperture della Reggia.
Un modello di efficienza e innovazione
Il direttore Eike Schmidt ha enfatizzato la trasformazione del museo, dichiarando che “da una delle ultime posizioni diventiamo faro e modello, in Italia e in Europa”. È importante sottolineare che i lavori sono stati condotti mantenendo il museo costantemente aperto e accessibile, senza mai privare i visitatori dei suoi capolavori. Le superfici climatizzate sono state ampliate significativamente, passando da 8.000 a 14.500 metri quadrati, con un incremento del 77%. Questo ampliamento è stato accompagnato dall'implementazione di nuovi sistemi di monitoraggio ambientale, essenziali per la tutela delle opere d'arte. Inoltre, sono stati installati oltre 7.000 punti luce a LED, creando una vera e propria regia luminosa che rispetta pienamente le esigenze conservative del patrimonio artistico.
Il progetto ha anche arricchito l'offerta culturale del museo. Nella sala Accoglienza, che sarà inaugurata entro l'estate, è stata svelata l'opera immersiva di Mimmo Paladino, intitolata “Conosci il paese dove crescono i limoni?”. Sulla Terrazza Belvedere, invece, è stata realizzata “Espansione Orizzontale Capodimonte” dell'artista Christiane Löhr, disponibile per visite guidate a partire dal 22 maggio. L'assessore regionale alla Cultura, Onofrio Cutaia, ha espresso grande interesse per l'intervento, sia per le innovative soluzioni di efficientamento energetico applicate alla conservazione del patrimonio culturale, sia per il modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. La vicesindaca di Napoli, Laura Lieto, urbanista, ha rimarcato l'importanza storica del progetto, affermando che “c'è un prima e un dopo questo progetto Capodimonte.
Non può che essere l'inizio della politica energetica pubblica”. Monica Iacono, CEO di ENGIE Italia, ha concluso, evidenziando come “in un contesto energetico sempre più complesso, è importante affiancare anche le pubbliche amministrazioni supportando interventi che non si limitino a risolvere un’esigenza immediata, ma che costruiscano valore duraturo”. Il progetto architettonico è stato firmato dallo studio Corvino+Multari.
Il Partenariato Pubblico-Privato: un esempio per il futuro
La riqualificazione del Museo e Real Bosco di Capodimonte si configura come il primo esempio di Partenariato Pubblico-Privato (PPP) avviato dal Ministero della Cultura per un museo autonomo. Questo modello innovativo, basato sul project financing, ha dimostrato l'efficacia della sinergia tra investimenti pubblici e privati.
ENGIE Italia, in qualità di partner principale, ha apportato non solo risorse economiche ma anche un prezioso know-how tecnico, fondamentale per la realizzazione degli interventi di efficientamento energetico e restauro. L'ambizione è che il “modello Capodimonte” possa essere replicato in altri contesti museali, sia in Italia che in Europa, promuovendo la sostenibilità e la valorizzazione del patrimonio culturale attraverso soluzioni tecnologiche avanzate e una gestione integrata delle risorse.