Bacinelle d’acqua per rinfrescarsi i piedi, misurazioni della pressione e gesti simbolici per richiamare l’attenzione sugli effetti delle alte temperature. È il flash mob organizzato da Legambiente a Napoli, in largo Berlinguer, alla vigilia della Giornata nazionale delle periferie urbane nell’ambito della seconda edizione della campagna "Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste".

L’Italia tra i Paesi europei più colpiti

L’iniziativa si inserisce in un contesto segnato dall’aumento delle ondate di calore e delle loro conseguenze sulla salute pubblica.

Secondo uno studio dell’Imperial College London, condotto su 854 città, l’Italia risulta il Paese europeo maggiormente colpito dal caldo estremo, con 4.597 vittime registrate nel solo 2025.

Le periferie più esposte al caldo

Al centro della campagna vi è il tema della "cooling poverty", ovvero l’impossibilità di mantenere abitazioni e spazi urbani a temperature adeguate durante i periodi di caldo intenso.

Le periferie caratterizzate da redditi più bassi sono considerate particolarmente vulnerabili a questo fenomeno, trovandosi spesso prive di infrastrutture e servizi adeguati per contrastare gli effetti delle alte temperature.

Durante il flash mob, i partecipanti hanno rappresentato simbolicamente le difficoltà quotidiane legate al caldo estremo, esponendo uno striscione con la richiesta di "città più fresche e più giuste".

Un tour nelle città italiane

L’appuntamento di Napoli, con particolare attenzione al quartiere di San Pietro a Patierno, rappresenta la prima tappa di una campagna che attraverserà diverse città italiane.

I prossimi eventi sono previsti a Milano il 30 giugno nel quartiere Giambellino, a Terni il 10 luglio nel quartiere Italia-Piazza della Pace, a Roma il 14 luglio all’Alessandrino, a Torino il 22 luglio nella zona Barriera e a Bari il 30 luglio nel quartiere San Paolo.

L’appello di Legambiente

Per Legambiente, le misure emergenziali non sono più sufficienti a fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico.

"Contro il caldo estremo che si manifesta già da inizio estate non bastano misure emergenziali.

A più di due anni dall'approvazione del piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, è tempo che il governo stanzi le risorse affinché i comuni possano adottare azioni concrete per città più fresche e giuste", ha dichiarato Mariateresa Imparato, responsabile Giustizia climatica di Legambiente.