Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha ribadito con fermezza la posizione dell'amministrazione regionale in merito alla delicata questione del deposito nazionale delle scorie nucleari. In una dichiarazione ufficiale diffusa il 7 luglio 2026, Bardi ha categoricamente affermato che «resta ferma la contrarietà della Basilicata al deposito delle scorie nucleari». Il dibattito, di rilevanza strategica per il futuro energetico e ambientale del Paese, verte sulla concreta possibilità che il territorio lucano possa essere individuato come sito per la realizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, un'ipotesi che la Regione respinge con decisione.

La posizione irremovibile della Basilicata

Il presidente Bardi ha enfaticamente sottolineato che la Basilicata «ha già dato molto in termini di risorse energetiche al Paese», un contributo significativo che giustifica, a suo dire, la ferma opposizione attuale. La popolazione e le istituzioni locali, ha evidenziato Bardi, sono profondamente unite e compatte nel rifiuto categorico dell'ipotesi di localizzare il deposito sul territorio regionale. Il presidente ha inoltre rimarcato come l'amministrazione abbia già espresso in molteplici occasioni la propria decisa contrarietà, sia attraverso la produzione di atti formali e delibere specifiche, sia tramite una partecipazione attiva e costante ai tavoli istituzionali dedicati al tema.

«La nostra posizione è chiara e non cambia», ha dichiarato Bardi, ribadendo con forza l'impegno incondizionato dell'amministrazione a tutelare il territorio e a salvaguardare la salute dei cittadini lucani, considerandoli beni primari e irrinunciabili.

Contesto nazionale e le motivazioni della contrarietà

La complessa questione del deposito nazionale delle scorie nucleari interessa e coinvolge diverse regioni italiane, tra cui la Basilicata, che in passato era stata inclusa tra le aree considerate potenzialmente idonee, secondo le valutazioni tecniche elaborate dagli enti preposti. Tuttavia, la Regione Basilicata ha costantemente e con veemenza manifestato la propria profonda contrarietà, motivandola con la presenza di risorse ambientali e agricole di inestimabile valore e di grande rilievo strategico per l'economia e l'identità regionale.

Questa opposizione è saldamente fondata sulla volontà politica e sociale di preservare l'integrità del patrimonio naturale, la biodiversità e, soprattutto, di garantire la sicurezza della popolazione residente. Il presidente Bardi ha infine ribadito con convinzione che la Regione continuerà a seguire con la massima attenzione e vigilanza l’evoluzione dell'intera vicenda, mantenendo inalterata e salda la propria posizione di diniego, in difesa degli interessi e del futuro della comunità lucana.