Il Consorzio di tutela della Cinta Senese ha lanciato un grave allarme riguardo alla crescente diffusione della peste suina africana in Toscana. La minaccia è concreta: la storica razza autoctona rischia seriamente di scomparire. L'annuncio, diffuso il 17 luglio 2026, evidenzia l'escalation dei casi che stanno colpendo duramente la regione, mettendo a rischio un patrimonio zootecnico e gastronomico di inestimabile valore.

Minaccia incombente sulla Cinta Senese

La peste suina africana rappresenta una minaccia diretta e devastante per la sopravvivenza della Cinta Senese, una razza suina autoctona allevata prevalentemente nel territorio toscano.

Il presidente del Consorzio, Massimo Vitali, ha espresso profonda preoccupazione, dichiarando che "se non si interviene rapidamente, la Cinta Senese rischia di sparire". La diffusione della malattia sta già compromettendo l'intero comparto produttivo legato a questa razza, che coinvolge circa 250 aziende associate, le quali si trovano ora ad affrontare una crisi senza precedenti.

Danni economici e appello alle istituzioni

L'impatto della peste suina africana si traduce in gravi danni economici per gli allevatori. Numerosi capi sono stati abbattuti per tentare di contenere il contagio, causando perdite ingenti. Le 250 aziende associate al Consorzio stanno affrontando difficoltà crescenti, non solo per la perdita diretta degli animali, ma anche a causa delle severe restrizioni imposte alla movimentazione dei suini.

Di fronte a questa emergenza, il Consorzio ha rivolto un urgente appello alle istituzioni regionali e nazionali, chiedendo un intervento tempestivo per sostenere il settore e implementare misure efficaci di contenimento e eradicazione della malattia.

Un patrimonio storico e gastronomico da salvare

La Cinta Senese non è solo una razza suina; è un simbolo della Toscana, riconosciuta come prodotto DOP (Denominazione di Origine Protetta). Caratterizzata dalla sua inconfondibile fascia bianca sul mantello nero, rappresenta un patrimonio storico e gastronomico di grande valore per la regione. Il Consorzio di tutela si dedica con impegno alla promozione e alla salvaguardia di questa razza unica, assicurando che l'allevamento avvenga secondo disciplinari rigorosi, garanzia della qualità superiore del prodotto finale. La sua potenziale scomparsa rappresenterebbe una perdita irreparabile per la biodiversità e la cultura enogastronomica italiana.