L'Amazzonia brasiliana ha registrato un dato storico nella lotta alla deforestazione, toccando il livello più basso degli ultimi dieci anni. I dati satellitari, diffusi dall’Istituto nazionale di ricerche spaziali (Inpe), rivelano un significativo progresso. Nel periodo compreso tra agosto 2025 e luglio 2026, l'area di foresta distrutta ammonta a 2.874 chilometri quadrati. Questo valore segna una notevole diminuzione del 37% se confrontato con i dodici mesi precedenti, durante i quali la superficie interessata dal disboscamento si attestava intorno ai 4.500 chilometri quadrati.
Si tratta del risultato più incoraggiante da quando sono iniziate le rilevazioni sistematiche per questo specifico periodo, avviate nel 2016, evidenziando una chiara inversione di tendenza.
Le politiche ambientali e gli obiettivi del governo
Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha prontamente attribuito questi risultati positivi alle politiche ambientali adottate dal suo governo. In un'occasione pubblica, ha ribadito con fermezza l’obiettivo ambizioso di azzerare completamente la deforestazione illegale entro il 2030. Durante la presentazione ufficiale dei dati, tenutasi nella sede dell’Inpe a San José dos Campos, il presidente Lula ha dichiarato con ottimismo: “Se manterremo questo ritmo, con serietà e mettendo a disposizione le risorse necessarie, possiamo raggiungere questo traguardo”.
Le sue parole sottolineano l'impegno dell'amministrazione nel perseguire una gestione più sostenibile del vasto patrimonio forestale del Paese.
L'andamento storico del disboscamento e il ruolo dell'Inpe
Il fenomeno della deforestazione aveva registrato un'impennata preoccupante durante il governo dell’ex presidente Jair Bolsonaro, raggiungendo il suo picco massimo nel 2022, quando furono disboscati ben 10.278 chilometri quadrati di foresta. L’Inpe, l’Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile, svolge un ruolo cruciale e insostituibile in questo contesto. È infatti responsabile del monitoraggio costante dell'area amazzonica attraverso l'utilizzo di immagini satellitari, fornendo dati ufficiali e verificati che sono fondamentali per valutare l’andamento del disboscamento e per informare le politiche di conservazione nel Paese.
I dati ufficiali confermano che anche nella prima metà del 2026 la deforestazione ha continuato a mostrare un andamento in calo rispetto all’anno precedente. Tra gennaio e giugno, sono stati abbattuti 1.295 chilometri quadrati di foresta, pari a una diminuzione del 38% rispetto allo stesso periodo del 2025. Grazie a queste significative riduzioni nel proprio territorio, il Brasile ha contribuito in modo rilevante al calo globale della perdita di foresta pluviale registrato nell’ultimo anno, affermandosi come attore chiave negli sforzi internazionali per la protezione ambientale.