In Lombardia, un prelievo d'acqua su cinque è risultato irregolare. È quanto emerso dai controlli effettuati dai carabinieri Forestali tra il 15 e il 31 luglio 2026, nel pieno dell'emergenza siccità che ha colpito la regione. Su 108 ispezioni condotte su fiumi e laghi – tra cui Garda, Como, Maggiore, Iseo, Po, Serio, Adda, Oglio e Mincio – sono stati accertati 22 illeciti amministrativi, pari a circa il 20% delle verifiche.
Le irregolarità riscontrate hanno portato all'applicazione di sanzioni per un ammontare complessivo di 46.500 euro. Le principali violazioni riguardavano i prelievi effettuati senza la necessaria concessione e la mancata installazione o il malfunzionamento dei contatori destinati a misurare i quantitativi d'acqua prelevati.
Questi illeciti evidenziano una significativa criticità nella gestione delle risorse idriche, aggravata dalle condizioni climatiche avverse.
Il contesto della crisi idrica in Lombardia
La situazione di emergenza idrica in Lombardia si è acuita nel giugno 2026, con un calo significativo dei livelli di fiumi e laghi dovuto all'ondata di caldo e alla prolungata assenza di piogge. Questa congiuntura ha reso necessaria una riduzione concordata nell'erogazione dell'acqua per l'irrigazione, gestita dai consorzi. La Regione Lombardia ha inoltre avviato un confronto con Terna e il comparto idroelettrico per ottimizzare l'utilizzo dell'acqua immagazzinata nelle dighe, bilanciando la produzione di energia con il fabbisogno agricolo.
L'Osservatorio Permanente per gli utilizzi idrici nel Distretto del fiume Po ha classificato la situazione con una "severità idrica media in assenza di precipitazioni". Il deficit idrico regionale ha raggiunto il 35% rispetto alla media del periodo di riferimento, con differenze tra i vari corsi d'acqua. Sebbene la situazione non sia grave come nel 2022, le riserve idriche sono limitate e permangono criticità nella ripartizione e nella gestione dell'acqua. Per questo, il Tavolo regionale per la risorsa idrica è stato riconvocato per il 2 luglio, al fine di definire ulteriori azioni condivise per affrontare la scarsità.