Chi non si è mai domandato se in altri paesi europei i premi delle assicurazioni auto siano più bassi o alti di quelli in Italia?
Ebbene si, in Italia, i premi assicurativi, sono in media più alti del 50%.

Ma non è l'unica voce che incide sul costo delle nostre auto: carburante, bollo, usura, manutenzione ed eventuale rata di acquisto che portano a spendere mediamente in Italia circa 3.200 euro all'anno per la nostra auto; dati divulgati dallo studio e dall'indagine fatta dal sito Facile.it.

L'incubo principale è sempre il carburante

Il carburante è la voce che incide maggiormente sul costo dell'auto, infatti, se in un anno si percorrono 10.000 chilometri, si spendono circa 1.000 euro, invece, se si percorrono 7.000 chilometri, la spesa si aggira intorno ai 450 euro, inoltre, le spese di manutenzione ed usura variano dagli 800 ai 2.000 euro l'anno in base alle diverse tipologie di auto.

La curiosità dei premi assicurativi

Restando nell'ambito dell'assicurazione, è emerso che in media, in Italia, si spendono 575,81 euro come premio assicurativo, con notevoli differenze tra le zone di residenza e le classi di merito. Per esempio, una persona che ha raggiunto la prima classe, a Milano spende 206 euro contro i 265 euro di Napoli e i 227 euro Roma; ma c'è qualcuno che ha trovato il sistema per bypassare questo problema, riuscendo a pagare molto meno per l'assicurazione rc auto e non solo.
Se avete notato negli ultimi tempi circolare più auto, soprattutto SUV o auto di lusso, con targa rumena o con targa di qualche paese dell'est, è perché alcuni italiani furbetti per poter risparmiare sull'assicurazione auto ed anche sul bollo, hanno immatricolato la loro auto in quei paesi dove appunto, i premi assicurativi e il bollo auto, sono molto più bassi che in Italia, ma anche in Germania dove il superbollo per le auto di lusso non esiste.
Bisogna inoltre tener presente che questa pratica non è illegale, in base alle normative europee sul libero movimento tra i paesi comunitari, però, è meglio verificare i massimali anche se ultimamente sono quasi in linea con quelli delle società assicurative italiane.