Bari, scoppia un nuovo scandalo per quanto riguarda l'assegnazione delle case popolari che, in linea di principio, dovrebbero essere riservate a quella fascia d'utenza con possibilità economiche minime. Invece, come ci insegna la storia più recente, non sempre le cose vanno nella giusta direzione e qualche "furbetto" tenta puntualmente di ritagliarsi uno spazio non dovuto all'interno di tale contesto. Tra i potenziali candidati per l'affidamento di alcuni alloggi d'emergenza nel comune barese, sono state individuate molte famiglie il cui reddito ISEE risultava superiore a €12.000.

La situazione diventa ancora più scottante se si considerano gli ulteriori immobili intestati a queste persone.

Entrando nello specifico della questione, nell'elenco di coloro che hanno richiesto l'assegnazione di alloggi popolari risultano anche due dipendenti di società partecipate. Detto ciò, proviamo ora a capire come sono emerse tali anomalie.

Una task Force indaga sull'assegnazione di case popolari a Bari

Secondo le dichiarazioni dell'assessore al patrimonio Vincenzo Brandi, i sospetti maggiori sono emersi nel momento in cui i servizi sociali si sono occupati di trasmettere una lista di circa 220 potenziali famiglie che avrebbero potuto beneficiare di una casa popolare nel comune di Bari. L'elenco, anche tenendo conto di procedure simili già adottate in passato, è apparso immediatamente sospetto, in virtù dell'elevato numero di richieste da prendere in esame. Di conseguenza, la decisione più ovvia è stata quella di istituire una task force con l'obiettivo di indagare sulle possibili incongruenze legate a questa faccenda, per scoprire eventuali illegittimità e irregolarità nelle domande presentate.

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I risultati emersi nel corso di queste verifiche, già dalle prime fasi, hanno consentito di far emergere diverse irregolarità: su un campione di circa 80 famiglie analizzate, almeno 15 non soddisfacevano i parametri richiesti dalla commissione. Qual è il vostro punto di vista in merito all'accaduto?