Dopo una lunghissima attesa Apple ha rotto gli indugi presentando l’attesissimo iPhone 5, il primo dopo la morte di Steve Jobs. Oltre a quelli simbolici, a tener banco per il nuovo smartphone sono soprattutto i significati economici: la Mela riconduce infatti oltre metà dell’intero fatturato all’iPhone, e stando alle prime previsioni stilate da alcune società finanziarie l’iPhone 5 da solo dovrebbe valere mezzo punto di Pil per gli Usa.
Se il pubblico dello Yerba Buena Arts Center di San Francisco ha immediatamente mostrato il suo apprezzamento con una sequela interminabile di applausi, già a meno di 24 ore dalla presentazione dello smartphone di sesta generazione è possibile tracciare una prima analisi circa l’impatto registrato dal prodotto sul mercato asiatico.
Le borse asiatiche sono infatti in gran fermento, il tutto mentre analisti e società finanziarie si stanno interrogando circa le reali possibilità del nuovo prodotto di fare la differenza nell’ultracompetitivo e affollatissimo mercato degli smartphone.
Più leggero, più sottile ed estremamente più potente, il nuovo prodotto della casa di Cupertino sta già facendo segnare reazioni più che positive a Tokyo: il fornitore di chip Meiko Electronics è balzato del 10,74%, Murata Manufacturing è salito del 2,6%, Tdk del 3,71% e Toshiba dello 0,39%. Il segno positivo per gli altri titoli tecnologici giapponesi - Sony (+1,8%) e Sharo (+2,8%) - confermano una volta di più come i mercati asiatici siano stati investiti da un effetto domino letteralmente deflagrato a poche ore dal lancio dell’iPhone5.
A Seul il fornitore di Apple Lg Display ha guadagnato il 2,5%, mentre il titolo di Htc (diretto concorrente taiwanese) è rimasto invariato. “E’ il miglior prodotto che abbiamo mai realizzato” ha ad un certo punto sentenziato l’a.d. di Apple, Tim Cook, dal palco dello Yerba Buena Arts Center; a giudicare dalle prime reazioni c’è da credergli…