Si fa avanti l’intesa per rilanciare il trasporto di merci ferroviario, grazie all'accordo siglato dal Ministero dell'Ambiente e da Ferrovie dello Stato. Finalmente un cambio di tendenza, spinto forse dal caro benzina, forse dall’avvicinamento a concetti virtuosi quali la mobilità sostenibile.

La firma congiunta, in occasione del meeting internazionale “Nostra madre terra” del 20 settembre ad Assisi, mira a ridurre la percentuale delle merci che circolano su tir, camion e veicoli privati per guardare a una modalità di trasporto passeggeri più sostenibile, per salvare salute e ambiente.

Livelli d’inquinamento in primo piano, poiché si sa, il traffico generato da questi mezzi è ogni giorno sempre più grande, così come l’inquinamento che porta con sé. Da qui l’intesa che mira a rispolverare l’idea della più sana - e anche meno costosa - ferrovia, implementando una politica che sia capace di aumentare la percentuale della circolazione delle merci su rotaia e promuovere un mobilità sostenibile al fine di ridurre gli impatti negativi legati alla circolazione su strada. Infatti, in Italia circa il 10 per cento delle merci viene trasportato su rotaia, la metà della media europea.

Secondo quanto dichiarato: ”sviluppare, incrementare il trasporto merci su rotaia costituirebbe un passaggio decisivo per una più diffusa mobilità sostenibile e per una maggiore competitività del sistema produttivo italiano”.

E non viene tralasciato il pendolarismo: si parla di “disincentivare l’utilizzo di mezzi inquinanti locali, trasformando il fenomeno del pendolarismo da condanna a opportunità”.

Soddisfatto per l'accordo anche Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato: “La novità di questo patto è scommettere sul futuro e chiedere una forte e brusca inversione di cultura, economica e industriale. Parlare di cambiamento culturale in materia ambientale, significa, far sì che quei settori che ancora non sono stati presi come punti di riferimento fondamentale, Green economy e I.c.t., diventino anche per l'Italia una bussola per poter rinnovare in campo produttivo ed economico”.