Otto bare riempiono il piangente sagrato del duomo di Genova, alla presenza dei familiari, genitori degli amati di figli che ormai non ci sono più. Il cordoglio è doveroso, ma è anche doverosa la giustizia affinché non vinca il malcostume che vuole, come in altri casi, che il "tragico evento" vinca sulla verità. Questa è la voce comune dei familiari, trapelata dalle labbra di un padre al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e del Senato Piero Grasso.
Otto bare sono state benedette dal cardinale Angelo Bagnasco, otto perché c'è una famiglia che purtroppo ancora non può piangere un morto, perché ancora la salma non è stata ritrovata, quella del sergente Gianni Jacovello.
I militari di guardia costiera Daniele Fratantonio, 30 anni, di Rapallo; Davide Morella, 33 anni di Biella; Marco De Candussio, 40 anni di Lavagna; Giuseppe Tusa, 25 anni, di Milazzo; Francesco Cetrola, 38 anni, di Santa Marina di Salerno; il pilota Michele Robazza, 31 anni di Livorno; l'operatore radio dei rimorchiatori Sergio Basso, 50 anni di Genova; l'operatore radio dei piloti Maurizio Potenza, 50 anni, di Genova si sono spenti nell'adempimento del proprio dovere, facendo il mestiere che hanno sempre amato.
Fuori oltre tremila persone hanno affollato Genova piazza Matteotti per seguire davanti al maxischermo doloroso allestito per seguire la cerimonia funebre, perché Genova non poteva mancare, perché chi conosce il mare come gli abitanti di una delle Repubbliche Marinare, sa con precisione che il marinaio che muore va onorato e anche il porto ha voluto salutare questi valorosi uomini con il suono delle navi.
L'intera piazza era stracolma, così come la via San Lorenzo.
Non ci sono striscioni ma solo mazzi di fiori. Presente alle esequie anche una delegazione della squadra del Genoa Calcio, con il vicepresidente Gianni Blondet, il capitano Marco Rossi, e i giocatori Luca Antonelli, Emiliano Moretti e Eros Pisano, perché una delle vittime, Sergio Basso, era un tifoso del Genoa, che seguiva quando poteva, perché in primis veniva la sua missione.
Ieri Genova ha pianto, come ogni volta quando avviene una tragedia, ma è ora di smetterla con le lacrime, ora vogliamo la verità, come è potuto succedere che una nave con personale esperto abbia potuto causare una tragedia simile? Come è potuto succedere che una torretta di cemento armato si sia sbriciolata così facilmente? L'Italia vuole una risposta come la vogliono i parenti affinché si possa dire come sia potuto succedere senza aggiungere alla tragedia della morte anche quella dell'omertà.