Il 17 giugno 2017, la tradizionale parata arcobaleno ha coronato il primo Brescia Pride della storia. Esso ha contato settemila manifestanti. Vari erano anche i colori esibiti. Naturalmente, prevaleva la consueta bandiera arcobaleno. Ma erano rappresentati anche i bisessuali (rosa, viola, blu) e i pansessuali (rosa, giallo, azzurro).

Un cartello esponeva, in inglese, anche il significato dell'identità genderfluid: "A volte, sono una ragazza; a volte, sono un ragazzo.

Sono sempre un essere umano." Altri sceglievano un taglio umoristico: "Il matrimonio gay rovinerà la mia vita, non la vostra"; "Ho molti amici etero, ma so' discreti". Una coppia di ragazze indossava un cartello a forma di auto, con la scritta: "Just Married".

Mesi di eventi

Trattandosi della primissima edizione bresciana, essa ha visto un impegno particolarmente intenso. Gli eventi dedicati sono cominciati ad aprile, con "Il caffè dei diritti umani", organizzato da Amnesty International.

Il Brescia Pride si è dunque composto di due mesi e mezzo di iniziative. Queste sono le associazioni promotrici: Caramelle in Piedi, Chiesa Pastafariana, Donne di Cuori, Equanime, Purple Planet - Pianeta Viola.

Gli eventi che hanno preceduto la parata hanno compreso presentazioni di libri, come "Il Genere di Dio" di Selene Zorzi o "Trans. Storie di ragazze XY", di Monica Romano. Non sono mancate proiezioni di film e docufilm, incontri di informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili, reading e aperitivi, nonché convegni dedicati al mondo semi-inesplorato dell'intersessualità (= compresenza innata di caratteri fisici maschili e femminili).

Il giorno della parata conclusiva è stato anche quello di "Dyke on Bike": biciclettata da Bergamo a Brescia, organizzato da ArcilesbicaxxBergamo. Madrina del corteo era Vladimir Luxuria. I manifestanti hanno sfilato suonando tamburi e trasmettendo canzoni. Si distinguevano i cappelli da pirata dei pastafariani. La sfilata è stata talora salutata dalle finestre.

Chi c'era al Brescia Pride

Il Brescia Pride, come logo, ha scelto la Loggia tinta dai colori dell'arcobaleno; lo hashtag sui social era #unirelacittà. Ma l'evento era unito (tramite gemellaggio) anche al Sardegna Pride (#scopriiltuoorgoglio).

Trattandosi di Brescia, non poteva mancare (accanto ai pastafariani e all'immancabile UAAR) frate Arnaldo. Non quello originale, intendiamoci.

C'era anche una delegazione musulmana, recante il motto "Allah Loves Equality". "Sogno un mondo senza omofobia e transfobia": questa era la frase sui loro cartelli, affiancata a donne velate e uomini dalla pelle scura. Di notevole c'era anche la divisa simil-nazista di Giampietro Belotti, divenuto famoso dopo aver parodiato le Sentinelle in Piedi con quel costume.

Come inizio, il primo Pride bresciano della storia è decisamente fausto. Da registrare è stata la presenza di "etero alleati". "Io vengo da una valle dove la mentalità è piuttosto chiusa" ha raccontato C., ragazza che mostrava i colori dell'orgoglio bisex. "Poter essere qui, a dire 'Io ci sono'... è stato un bel traguardo".

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