Brutta avventura nella notte fra il 10 e l'11 gennaio per un escursionista di 47 anni che si era avventurato sui monti di Borno, in Valle Camonica (in provincia di Brescia). Nella giornata di domenica l'uomo si era incamminato per il sentiero che, da Terzano, conduce al Monte Altissimo, ma per cause ancora da accertare non è riuscito a rientrare e, visto il calare della luce e delle temperature, ha allertato i soccorsi. Le operazioni di recupero non sono state semplici a causa del buio, infatti per almeno tre ore e mezza sul luogo sono stati impegnati il Soccorso alpino bresciano della stazione di Breno, l'elisoccorso di Brescia e di Como.

La macchina dei soccorsi

Dopo la chiamata del 47enne si è attivata subito la macchina dei soccorsi, infatti una quindicina di operatori della stazione di Breno, secondo quanto riportato in una nota Facebook del Soccorso Alpino e Speleologico Lombardia - Cnsas, hanno cercato immediatamente di raggiungere l'escursionista: "Alcuni sono saliti da Terzano, per percorrere lo stesso sentiero che aveva fatto la persona dispersa; altri invece sono saliti a Borno e si sono spostati in località Mine, per prendere un sentiero in discesa", si evince dalla nota del Soccorso Alpino.

A supporto dell'operazione è intervenuto in primo luogo l'elicottero dell'Areu di Brescia, che dopo aver portato in quota una squadra ha sorvolato la zona per circa tre ore e mezza, al fine di localizzare il disperso sulla montagna.

Sul luogo delle ricerca è poi intervenuto anche l'elisoccorso di Como.

Riportato a valle in buone condizioni

L'escursionista è stato salvato e portato a valle in buone condizioni, ma non sono mancati gli accertamenti sanitari: "Il tecnico Cnsas di elisoccorso è sceso con il verricello e ha recuperato la persona in condizioni di salute abbastanza buone", si apprende dalla pagina Facebook del Soccorso alpino, ed è stato poi trasferito in piazzola a Borno, dove ad attenderlo c'era un'ambulanza, per svolgere gli accertamenti del caso.

Tutto è bene ciò che finisce bene, ma la vicenda avrebbe potuto avere un esito drammatico, nel caso in cui i soccorritori non fossero riusciti a individuarlo in tempo.

Le raccomandazioni del Cai per ogni escursionista

Le raccomandazioni da parte del Soccorso Alpino ma anche del Cai (Club Alpino Italiano) sono sempre le medesime, ovvero quelle di pianificare bene le proprie escursioni, informarsi sul livello di difficoltà e soprattutto sul tempo necessario per realizzarle. In questo periodo inoltre un ostacolo in più caratterizza le operazioni di soccorso di un eventuale escursionista disperso, ovvero la necessità per gli operatori di tutelarsi e tutelare gli utenti dal contagio da Covid-19, secondo quanto si apprende da una nota del CAI, dal titolo "Le raccomandazioni del Club alpino italiano per la riprese delle attività in montagna".

Il Club Alpino Italiano inoltre consiglia, limitazioni governative per gli spostamenti permettendo, di visitare le realtà più vicine a casa "uscendo dalla spirale abitudinaria di privilegiare in molti la stessa località".

Inoltre, è sempre buona norma evitare gli itinerari che prevedano attrezzature specifiche e seguire i sentieri; ciò infatti permette agli operatori una maggiore velocità nel trovare coloro che sono in cerca di soccorso.

Inoltre il Cai ci tiene a precisare: "Valuta correttamente le tue capacità e condizioni fisiche, oltre a quelle dei familiari che vengono con te, considerando gli effetti del lungo periodo di forzata inattività e scegliendo itinerari adeguati, preferibilmente al di sotto del tuo livello abituale; assumi diligentemente ogni più opportuna informazione sul percorso, sulle previsioni meteorologiche e sulla presenza di strutture di accoglienza aperte ed eventuale riparo".